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LA STUPIDITÀ MINACCIA L'OCCIDENTE

di ANDREA PAMPARANA UNO spettro si aggira per l'Europa ed è la stupidità.

La stolida sciocchezza di quei rappresentanti dei popoli europei che fanno del silenzio la pratica quotidiana in relazione a quanto sta accadendo nel mondo. Noi vogliamo la pace, vogliamo il dialogo. Laici e cristiani hanno ormai nel proprio Dna questa tensione alla pace, alla libertà, alla democrazia. L'abbiamo pagata, questa conquista, con il sangue di milioni di donne e uomini morti per i due mali assoluti del secolo precedente, il nazismo e il comunismo. Chiediamo rispetto per i sentimenti religiosi dei musulmani, come per i fratelli maggiori nella fede di Abramo, ma anche per le convinzioni dei laici e dei non credenti. Dobbiamo però chiedere, pretendere, reciprocità. In Nigeria sono ore terribili per i cristiani, cattolici in particolare. Ma davvero qualcuno vuol farci credere che le masse musulmane del cuore dell'Africa assaltano Chiese, uccidono sacerdoti e dissacrano i simboli della religione cristiana per vignette e t shirt esibite da un certo signor Calderoli? E da quando nelle disperate bidonvilles africane si guarda il Tg1 dell'amico Mimun? È vergognoso il pavido silenzio delle istituzioni della Comunità europea. È assordante il silenzio vile delle Nazioni Unite. Ed è doloroso e drammatico il silenzio, speriamo solo imbarazzato e non complice, della Lega Araba nei confronti degli estremisti che stanno con tutta evidenza soffiando sul fuoco. E nessuno ha elevato un grido di indignazione per la sanguinosa repressione nel sangue messa in atto non da poliziotti italiani a Bengasi ma da soldati del leader libico Gheddafi. Per noi è scontato proteggere una minoranza, invocarne i diritti, combattere perfino per essa. Sappiamo con certezza che ciò non avviene nei Paesi islamici. Dobbiamo lavorare con i dirigenti più intelligenti di questo grande spicchio del pianeta senza però cedere ad ogni tentativo di minaccia da parte di estremisti. Ha ragione il Rettore dell'Università Lateranense, Monsignor Rino Fisichella, nell'osservare che «oggi è in gioco la libertà di tutti». La libertà però ha un prezzo, non viene mai via gratis. Qui non è in gioco solo il diritto dei cristiani di vivere la propria fede, ma il diritto stesso dell'esistenza di un sentimento religioso da parte dell'uomo. Il principio che è fondamentale nella nostra cultura occidentale è invece negato in una parte del mondo, nelle aree sotto l'influenza islamica. Devono essere le organizzazioni internazionali ad elevare con forza la protesta, il rifiuto alla violenza e la necessità inderogabile di criteri di reciprocità. Noi abbiamo acquisito il principio della libertà religiosa anche a costo di grandi sofferenze nel nostro recente passato. Il cristianesimo predica (incredibile doverlo ancora ricordare oggi nel 2006) la fraternità e il perdono. Nel mondo islamico sembra esserci ancora paura per la parola libertà e c'è una spesso travisata - volutamente - identificazione tra Cristianesimo e Occidente. I pavidi silenzi non fanno che aggravare questa drammatica realtà.









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Vista di Malibu dopo gli incendi

California

Veduta di Malibu dopo gli incendi dei giorni scorsi