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Roma, «La Sapienza» nella bufera

Il Vaticano replica:
«Vogliono censurare il Papa»

La visita di Papa Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico ha alzato un incredibile polverone e trasformato il più antico e illustre ateneo italiano, fondato il 21 aprile 1303 proprio da un papa Bonifacio VIII, nel circo Barnum.

Università La Sapienza, Roma Tra settimane anticlericali e p(f)rocessioni con disturbi sonori (ma il capolavoro dello stupidario umano si legge su un manifesto di contestatori aderenti a un fantomatico Megafono rosso: «No ai preti e ai padroni») l'Italietta riemerge dalle montagne di ecoballe campane per rivendicare l'orgoglio laico e criticare Benedetto XVI e le sue «posizioni» nei confronti della scienza e in particolare di Galileo anche se «il tema affrontato nella cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico non è la scienza, ma la pena di morte». Sessantasette illustri cattedratici dell'ateneo hanno scritto una lettera al Rettore Guarini per impedire, ufficialmente, la lectio magistralis del Pontefice.
Il mondo cattolico insorge. «Iniziative censorie» contro il Papa: così la Radio Vaticana definisce la missiva e i sit-in degli studenti contro la visita papale. L'emittente pontificia si concede un affondo ironico, definendo l'iniziativa dei 67 un «tollerante appello».
E sui blog dei Papaboys si insiste: «Non si confonda il pensiero di Feyerabend (il filosofo austriaco che ha pronunciato la frase incriminata su Galileo) con quello di Ratzinger». E si ricorda che Benedetto XVI ha parlato anche altre volte di Galileo.
Mentre si conferma che «la visita si farà» il «Foglio» di Giuliano Ferrara lancia la veglia da domani sera alle 22 in avanti, presso la sede romana del giornale: una serata di conversazione e meditazione laica sul carattere illiberale della contestazione del diritto di parola del professor Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Hanno aderito, tra l'altro, il ministro Livia Turco, Daniela Santanchè, deputato di An, Alain Elkann, scrittore, la giornalista Barbara Palombelli, Daniele Capezzone, già segretario dei Radicali italiani. Cominciano ad arrivare le smentite: Paola Cortellesi e la Banda Osiris dichiarano di non aver mai pensato di partecipare alla no-Pope di giovedì. Le associazioni studentesche (femministe, Action, Cobas, Mit ecc) sono intenzionati ad andare avanti: «La mattina presto sbattezzeremo la Città universitaria bagnando con vin santo la Cappella universitaria e durante l'assedio sonoro travestiremo la Statua della Minerva». Ce ne sarà per tutti: anche per Veltroni (criticato per «il silenzio assordante di queste ore») e il ministro Mussi Mani-di-forbice (leggi tagli ai fondi universitari dalla Manovra 2008).

Natalia Poggi

15/01/2008










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