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i forum de il tempo

Rutelli: la mia sfida, grandi opere e cura della città

Il terzo forum organizzato da Il Tempo con Francesco Rutelli, candidato a sindaco di Roma del centrosinistra. Un'occasione per parlare del presente e del futuro della città e riflettere sulla politica locale e nazionale.

I forum de Il Tempo La situazione di Alitalia si fa sempre più complicata. Qual è la sua posizione in merito alle dichiarazioni di mercoledì di Berlusconi, che rilancia la candidatura di AirOne e ipotizza un impegno da parte dei propri figli?


Berlusconi deve dire se è in grado di impegnarsi, se può e se davvero vuole acquistare Alitalia. Le chiacchiere stanno a zero, se davvero esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti, perché sono rimaste poche ore a disposizione per salvare la compagnia. Su Alitalia bisogna fare chiarezza: tutte le ipotesi avanzate in questi ultimi giorni il governo Prodi le aveva già valutate mesi fa. Siamo stati i primi a ipotizzare l'ingresso di una compagnia asiatica e abbiamo cercato partner in Asia. Sei mesi fa, inoltre, abbiamo anche lavorato a una cordata italiana: ho bussato personalmente alla porta di tutti gli imprenditori italiani più importanti per chiedere un impegno in Alitalia. Purtroppo nessuno si è detto disponibile a sostenere l'operazione. Ho sondato la disponibilità anche di grandi partner internazionali, come Lufthansa. Per quanto riguarda AirOne, infine, sono sempre stato contrario a scartare a priori l'ipotesi, ma bisogna tener conto degli advisor, che hanno giudicato migliore l'offerta di Air France. AirOne si sarebbe dovuta presentare insieme a un grande partner internazionale. Come compagnia di bandiera Alitalia non può permettersi di non entrare in un grande network internazionale. Ora, se davvero esiste una cordata italiana, che si faccia avanti in questa settimana, altrimenti Alitalia rischia seriamente di fallire, anche perché i creditori potrebbero decidere di non aspettare oltre e gli aerei rischiano davvero di restare a terra e di venir posti sotto sequestro. Per quanto riguarda Malpensa, invece, lo scalo aeroportuale lombardo è andato male perché è mancata l'accessibilità. Malpensa ha messo in crisi Alitalia perché è difficile arrivarci e perché ha subìto la concorrenza degli aeroporti lombardi, da Bergamo a Linate, controllati dagli stessi enti locali milanesi. Fiumicino può arrivare a 50 milioni di passeggeri l'anno: quella zona di Roma è in costante crescita, alcune infrastrutture e impianti già esistono e altri sono già in progetto.


A proposito di governo Prodi: come giudica l'esperienza dell'esecutivo? È stato fatto tutto il possibile per tenere unita la maggioranza in Parlamento?


Personalmente, credo di aver lavorato bene. Certo, l'esperienza del governo Prodi non è priva di pecche. Ma questa esperienza ci ha insegnato qualcosa. Serve più rispetto tra gli schieramenti, bisogna dialogare su legge elettorale, riforme costituzionali e politica estera. Poi, servono coalizioni più omogenee, non è possibile che una parte politica ottenga alle elezioni più della metà dei voti e venga messa in crisi da tre senatori. È stato un errore non cambiare la legge elettorale: cosa accadrà nella prossima legislatura in Senato?


Lei ha avuto una lunga esperienza da sindaco, quindi un'altra altrettanto importante da leader nazionale. Se dovesse venire eletto nuovamente sindaco di Roma, una volta finito il mandato tornerà a occuparsi della politica nazionale?


Se farò il sindaco dovrò lavorare molto. Onestamente non penso a cosa farò tra cinque anni. In questo momento mi immagino interamente sommerso nelle grane della Capitale. Certo, le esperienze fatte mi hanno insegnato molto, anche a livello internazionale. Non ho alcun rimpianto: ho creato un partito, la Margherita, facendo convivere individualità molto diverse e tenendo insieme un soggetto politico molto variegato; ho contribuito alla costruzione del Pd.


Sta conducendo una doppia campagna elettorale: quella da sindaco e quella nazionale. Come si sente?


Onestamente, mi sto occupando per intero della corsa al Campidoglio. Una battaglia che sto combattendo con convinzione. Fino a pochi mesi fa neppure immaginavo di poter correre per fare il sindaco di Roma, ma lo sto facendo volentieri, con passione e senza risparmio. Se verrò eletto sarò il rappresentante di tutti i romani. Ci vogliono tante energie per fare il sindaco. Ho 53 anni: qualora fossi eletto sarei il secondo sindaco più giovane di una grande metropoli. Le grandi città sono assorbenti e comportano fatica fisica. Ci vuole pienezza di energia: ne ho tanta e non ho intenzione di risparmiarmi.


Nel 1993 il suo primo provvedimento da sindaco fu la riqualificazione di via Nazionale. Se venisse eletto ricomincerebbe da lì: il cantiere partirà il 26 marzo e prevede di levare i sampietrini. Cosa ne pensa?


Via Nazionale è una strada che porto nel cuore perché termina con la fontana delle Najadi realizzata dal mio bisnonno, Mario Rutelli. È una via importante di Roma che necessita di un intervento radicale, che verrà compiuto nella maggior parte in estate per evitare disagi ai cittadini. Per quanto riguarda i sampietrini, fatemi ricordare che quello con i pini è un matrimonio incestuoso, perché le radici di quelle piante rendono particolarmente sconnessa la strada. Inoltre, non esistono più le maestranze che si occupano della manutenzione. Sono dell'opinione che da un lato i sampietrini vadano lasciati nelle zone pedonali, che vanno aumentate, mentre dall'altro lato sia necessario salvare la schiena di motociclisti e automobilisti. Senza parlare di tutti coloro che si muovono con gli autobus: anche in via dei Fori Imperiali, a causa dei sampietrini, viaggiare col bus può essere particolarmente scomodo.


Omicidio Reggiani a parte, ogni giorno si verificano decine di episodi di microcriminalità legata ai campi nomadi. Gli sgomberi sono sembrati finora inefficaci. Evidentemente serve cambiare strategia. Senza contare il fatto che le baraccopoli deturpano il paesaggio, creano degrado e comportano emergenze sanitarie.


È indubbio che bisogna migliorare la situazione in profondità, pur muovendoci all'interno dei paletti imposti dall'Unione Europea: promesse di espulsione di massa, ad esempio, sono prive di ogni credibilità. Serve un'azione incessante, anche perché in città esistono tante zone a rischio. Il problema va visto su tre livelli: i campi nomadi, gli stranieri che hanno un lavoro regolare ma non hanno alloggio e il problema dell'immigrazione clandestina. Per quanto riguarda le baraccopoli la situazione esiste in tutte le città d'Europa. I campi vanno sostituiti gradualmente con modalità d'integrazione sociale per chi rispetta le leggi e per difendere la dignità dei bambini. Le attività illegali non possono essere tollerate. Nei campi occorre più controllo soprattutto per arginare le attività illecite. Il sindaco ha pochi poteri sull'ordine pubblico ma può promuovere l'integrazione e la collaborazione tra forze dell'ordine e vigili urbani. Serve una gestione quotidiana, severa, incessante. Per quanto riguarda invece gli stranieri che lavorano onestamente ma che non hanno un reddito che gli consente di avere una casa, ritengo che essi vadano aiutati con l'accesso a dignitosi, semplici alloggi popolari. I clandestini, infine, vanno rimpatriati: nel 2008 ne torneranno a casa almeno 500 tra quelli pericolosi che vengono dai Paesi dell'Ue, secondo le stime delle forze dell'ordine. Il decreto legislativo è chiaro: possono essere rimpatriati anche se comunitari. E se tornano possono essere puniti con la reclusione fino a dieci anni.


È indubbio, tuttavia, che a Roma c'è una forte percezione d'insicurezza tra i cittadini.


Sì. La mia famiglia non gira certo con la scorta, ma vive nella città e utilizza i mezzi pubblici. Mio figlio, ad esempio, è stato rapinato del cellulare da un coetaneo armato di coltello. La percezione d'insicurezza è un sentimento fondato, anche se le statistiche dicono che Roma è molto più sicura di Londra o Parigi. Ma io non mi accontento: il problema esiste e le statistiche non devono costituire un alibi. Bisogna creare pattuglie miste tra forze dell'ordine e vigili urbani e ridisegnare la mappa di commissariati e compagnie dei carabinieri per presidiare anche i nuovi quartieri, pattuglie miste di vigili e guardia di finanza contro l'abusivismo commerciale. È una sacrosanta richiesta dei commercianti. Di notte a Roma circolano pochissime volanti. Per garantire la sicurezza, decoro urbano e collaborazione con le forze dell'ordine devono andare di pari passo. Il Comune, ad esempio, chiederà alla magistratura di applicare le sanzioni alternative contro il vandalismo: chi fa danni dovrà riparare, fare volontariato, aiutare gli uomini dell'Ama.


E sul decoro urbano?


L'organizzazione del Comune deve essere messa a sistema utilizzando il metodo che ha già funzionato nel corso del Giubileo del 2000. Intendo creare la «Sala sistema Roma», dove aggiornare in tempo reale la mappa dei problemi della città e catalogare tutti i disservizi in modo da poter garantire un intervento tempestivo anche per quanto riguarda la manutenzione. Una sala operativa dove tutti potranno dare il proprio contributo: dai vigili del fuoco ai vigili urbani, all'Ama. Inoltre, bisogna utilizzare bene le telecamere presenti sul territorio, coordinando meglio tutte le informazioni e raccongliendo le segnalazioni dei cittadini.


Per quanto riguarda il turismo, è d'accordo sull'introduzione della tassa di soggiorno?


Sono assolutamente contrario. Creerebbe aggravio amministrativo e disparità tra le città. Roma non è Venezia, che viene soffocata dal turismo mordi e fuggi. Sono invece favorevole alla creazione di itinerari turistico-archeologici anche in periferia: penso a Veio, Gabii e Ostia Antica. Ho chiesto agli albergatori collaborazione per la cura e la manutenzione del territorio e sarebbe importante regolare una volta per tutte i pullman turistici, destinando parte dei proventi della sosta a pagamento nei parcheggi di scambio al decoro urbano.


È indubbio, tuttavia, che per sostenere il turismo bisogna rendere accessibile la città con infrastrutture importanti.


Certamente. Le linee metro B1, C e D sono opere straordinarie. Sono in campo investimenti da 9 miliardi di euro. Costituiscono un fatto storico perché collegheranno quartieri densamente popolosi. Quando diventai sindaco per la prima volta, insieme al ministro delle Infrastrutture di centrodestra, Publio Fiori, aprimmo e potenziammo la linea Fs Roma-Monterotondo e i prezzi delle case in quell'area schizzarono in alto visto che il servizio incentivò nuove residenze. Si potrebbe fare la stessa cosa oggi con la Roma-Guidonia e la Roma-Formia, iniziando a decongestionare Tiburtina, Pontina e Cristoforo Colombo. Le linee già ci sono, occorrerà potenziare il servizio e creare dei parcheggi di scambio sul Gra sugli assi della penetrazione ferroviaria. Parcheggi che verrebbero finanziati dai privati: non sarebbero lande desolate, ma attorno ad essi si potrebbero progettare e costruire zone residenziali.


Viterbo ospiterà il terzo aeroporto del Lazio. Anche lì le infrastrutture verranno potenziate?


Bisogna completare la strada Orte-Viterbo-Civitavecchia e prolungare la linea Fs Bracciano-Roma fino al capoluogo della Tuscia. Non me ne vogliano Latina e Frosinone, ma la soluzione Viterbo è risultata tecnicamente la migliore.


Come risolvere l'emergenza casa nella Capitale?


I prezzi degli appartamenti in vendita e in affitto sono diventati inaccessibili ai redditi medio-bassi. Il mio progetto è costruire in tre anni 26 mila abitazioni: diecimila per gli alloggi popolari, diecimila in affitto agevolato e seimila per gli studenti fuorisede. È chiaro che il Comune deve snellire le procedure, l'ufficio condono è fermo, così come le opere a scomputo. Serve una radicale accelerazione anche perché un po' di soldi ci sono, grazie alla Finanziaria approvata dal governo Prodi che ha stanziato 500 milioni di euro. In ogni caso tengo a precisare che non tollererò occupazioni abusive: ho firmato un accordo con la Sinistra Arcobaleno per garantire il rispetto della legalità e chi è in graduatoria.


Altri progetti?


Roma ha 55 mila ettari di terreno agricolo. Vorrei valorizzarli anche creando dei «farmers market», dei punti vendita nei quartieri dove gli agricoltori possano periodicamente vendere i prodotti freschi di stagione direttamente al pubblico.


Come giudica la vicenda taxi?


Oggi sono tutti scontenti, clienti e tassisti: ci sono più macchine con tariffe più alte. In ogni caso il blocco di Roma è stata una pagina infelice. Certo, il servizio va reso più flessibile, ad esempio creando abbonamenti o tariffe agevolate per chi va a fare visite mediche o ha esigenze particolari. Al contempo è necessario combattere l'abusivismo dei finti Ncc. Uno dei capitoli fondamentali nei prossimi anni sarà l'infomobilità: proprio oggi avanzerà proposte innovative in una conferenza sulle tecnologie per il traffico.


L'altro giorno c'è stata una manifestazione dei dipendenti comunali che non ci stanno a fare la figura dei fannulloni...


Il nostro obiettivo con chi lavora per il Campidoglio sarà quello di rimotivare il personale, farlo sentire parte di un grande cambiamento amministrativo. Faccio una parentesi: nessuno toccherà il 21 aprile che non sarà un giorno di festa qualunque, ma il giorno dell'orgoglio di Roma. A quanti parlano in modo demagogico di assenteismo, rispondo che i dipendenti capitolini saranno i primi alleati dei romani per far funzionare meglio la macchina amministrativa.

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Alberto Di Majo, Daniele Di Mario, Susanna Novelli

21/03/2008

  • 25/03/2008 09:58
    questa intervista assolutamente PROPAGANDISTICA è un insulto per noi romani che abbiamo purtroppo già avuto quet'uomo come sindaco,ha avuto tanto tempo e soldi per fare qualcosa a ROMA. SI è ARRICCHITO ci ha reso la vita difficile e costosa s'è affittato tutto il territorio possibile senza curarsi delle difficoltà che ci derivavano...ma di che parlate???
  • 23/03/2008 10:38
    Ma come si fa a dare credito a personaggi come Rutelli? Ma perchè sti cavolo di italiani hanno la memoria così corta? Nessuno ricorda che quando è stato sindaco si è apparecchiato la città a suo gusto e piacere? Nessuno ricorda le strisce blu gestite da una società riconducibile alla simpatica mogliettina?
  • 22/03/2008 20:32
    Sinceramente non so se ridere o piangere. Rutelli forse dimentica che è stato sindaco di Roma per ben due mandati consecutivi e oggi viene a fare campagna elettorale presentandosi come una novità. Tutto bello quello che dice, peccato che Roma negli anni Rutelliani e Veltroniani sia peggiorata in modo preoccupante sotto tutti gli aspetti: qualità della vita, traffico, infrastrutture, criminalità, campi nomadi, assistenza agli anziani, servizi pubblici, commercio e piccole imprese. Mi fermo per amor di carità ma l'elenco sarebbe lungo. E il bello è che il Nostro, secondo i sondaggi, vanterebbe già un buon 48% dei voti, ciò che in sostanza gli assicurerebbe di nuovo la poltrona di Sindaco. E allora che dire: teniamoci questa gente, andiamo alle notte bianche e ai concerti al Colosseo, visitiamo la mostra del cinema di Roma e la città dell'equo e solidale a Testaccio. Tutto bello, complimenti.
  • 22/03/2008 15:38
    Che dice Rutelli? Grandi opere e cura della citta? Ma lo sa Veltroni che Cicciobello ha detto queste scemenze? Caro Rutelli Roma ha bisogno di più campi nomadi, di più buche per le strade, di più topi al Policlinico, di più schitarrate notturne, di più ambulanti cinesi abusivi, di più spacciatori agli angoli delle strade, di metropolitane più puzzolenti, di autobus più scassati, di più fannulloni in Campidoglio, di più monnezza per gemellarsi con Napoli. Di questo ha bisogno Roma. Non delle maldestre scopiazzature che ti renderanno più ridicolo del tuo maestro Veltroni. Ma che scherziamo.
  • 21/03/2008 17:13
    Dopo i giardini di Veltroni avremo il paradiso di Rutelli? Mala tempora currunt!
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