Poi, però, la news si sgonfia un po' quando il portavoce si affretta a chiarire: «Non è un cambio di piani, Mr Brown non ha mai pensato di partecipare alla cerimonia e ha chiarito che non si tratta di un modo per boicottare le Olimpiadi». Da Downing Street è, poi, arrivato un altro mezzo chiarimento: «Non si tratta di boicottaggio, Mr Brown parteciperà alla cerimonia di chiusura».
Insomma un bel guazzabuglio. E anche la Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente degli Stati Uniti George W. Bush sarà a Pechino per i Giochi, ma che potrebbe non presenziare alla cerimonia di apertura, il 6 agosto. Bush ha chiesto ieri alla Cina di avviare trattative diplomatiche con i rappresentanti del Dalai Lama.
Ma torniamo finalmente a San Francisco che non vedeva tanta polizia per le sue strade da anni. Quaranta, per l'esattezza, quando nelle sue strade prese il via il movimento americano del 1968 che manifestava contro la guerra in Vietnam. Come allora, San Francisco si è ritrovata ieri in piazza per le Olimpiadi in occasione dell'unico passaggio americano della fiaccola olimpica. Migliaia le persone che hanno colto l'occasione del passaggio della torcia per manifestare tutto il loro dissenso nei confronti della Cina, accusata di utilizzare i Giochi Olimpici per accreditarsi nel mondo una immagine che non merita, visto che reprime la libertà del Tibet, sostiene il governo del Sudan che opprime il Darfur e non rispetta i diritti umani. Il tutto proprio nella città che vanta la più grande Chinatown d'America, non a caso soprannominata «Little Shangai».
Vai alla homepage
Marino Collacciani
10/04/2008