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L'intervista

«Solo proteggendo il proprio computer
si evitano disastri»

Augusto Parboni
a.parboni@iltempo.it
Vittime delle truffe on line oramai sono sempre più spesso semplici cittadini e piccole e medie imprese, a differenza di alcuni anni fa, quando i più bombardati dagli attacchi informatici erano ad esempio gli istituti di credito.


«Prima gli hacker avevano finalità estetiche, volevano cioè che si venisse a sapere chi era riuscito a violare un sistema informatico statale o bancario o un grande ente pubblico. Adesso invece chi commette reati del genere vuol rimanere ben nascosto, soprattutto perché ora a compiere violazioni informatiche sono purtroppo organizzazioni criminali e terroristiche».
A spiegare qual è oggi il livello di sicurezza informatica nel nostro Paese è Gigi Tagliapietra, presidente di Clusit, l'associazione italiana per la sicurezza informatica, un imprenditore che da oltre trent'anni si occupa di questo delicato settore, che partecipa anche a Comitati europei per la sicurezza dei Paesi.
Presidente, qual è il futuro della sicurezza informatica?
«Sicuramente non è di tipo tecnologico, cioé soltanto utilizzando sistemi più sofisticati, ma ben altro».
Cosa?
«Ogni cittadino che possiede un computer deve assolutamente installare sistemi antivirus ed effettuare aggiornamenti dei sistemi operativi, devono difendere il pc come difendono dal furto la loro vettura».
Si spieghi meglio.
«Tutti siamo interconnessi e ognuno può essere inconsapevolmente portatore sano di un virus, inserito nel computer da un hacker, il cosiddetto «zombie», che viene azionato quando decide lui. Se nessuno ha sistemi di protezione, ecco qua che diventano milioni di milioni gli «zombie» che attaccano in maniera simultanea i sistemi operativi, compiendo dei veri e propri disastri».
Come dire che più ci sono pc vulnerabili più si moltiplica il numero degli attacchi?
«Esattamente, e l'unico modo di difesa veramente efficace è effettuare campagne d'informazione, che sono alla base anche dei convegni europei. I cittadini devono capire che la saggezza che mettono in pratica ogni giorno per proteggere la loro vettura o l'abitazione, deve essere utilizzata anche per proteggere il proprio pc, proteggendo così anche la Grande Rete e tutte le operazioni on line».
Quanto incide la velocità nel web?
«Moltissimo, poiché è possibile agli hacker fa arrivare in maniera ancora più rapida i loro attacchi e farli espandere nel mondo in pochissimo tempo, utilizzando anche migliaia e migliaia di computer contemporaneamente, apparecchi che si trovano in differenti luoghi nel mondo».
Insomma, ognuno deve proteggere la propria macchina per proteggere gli utenti di Internet.
«È l'unico sistema per dimezzare decisamente gli attacchi e per evitare che si verifichino danno enormi a utenti privati, a enti pubblici e ad aziendi medio-piccole».

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01/07/2008










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