Nessun pentimento e processo il 31 dicembre prossimo per Muntadhar Al Zeidi, il giornalista iracheno arrestato per aver lanciato le proprie scarpe contro George W. Bush nel corso di una conferenza stampa a Baghdad.
Secondo quanto affermato dal fratello Uday, il 29enne Muntadhar non è affatto pentito e ripeterebbe il suo gesto: la lettera di scuse da lui scritta al premier Nouri al Maliki gli è stata strappata dopo i maltrattamenti subiti in carcere, per i quali intenzione di denunciare le forze di sicurezza.
Al Zeidi venne gettato a terra dalla sicurezza presente alla conferenza stampa di Bush a Baghdad, e il giudice inquirente ha confermato la scorsa settimana che il giornalista è stato picchiato sul volto; Uday ha però reso noto di aver visitato il fratello in carcere e di avere constatato la presenza di numerose altre ferite, tra cui delle bruciature di sigaretta sulle orecchie.
Il processo contro Al Zeidi si aprirà mercoledì 31 dicembre a Baghdad: "L'inchiesta è terminata e il fascicolo è stato trasferito al tribunale penale centrale di Baghdad, dove si svolgerà a partire da mercoledì alla presenza dei mezzi di informazione", ha spiegato il giudice inquirente, Dhiya al Kenani.
Al Kenani ha aggiunto che non sono stati modificati i capi di imputazione nei confronti di Al Zeidi, accusato di "aggressione a un capo di Stato straniero nel corso di una visita ufficiale": un reato per il quale sono previsti da 5 a 15 anni di carcere, a meno che la corte decida trattarsi di un "tentativo di aggressione", nel qual caso la pena detentiva varierebbe da uno a cinque anni.
22/12/2008