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Almeno 30 i morti nella scuola dell'Onu a Jabaliya. L'edificio ospitava decine di donne e bambini sfollati
Sono 30 i morti e 45 i feritii nel raid israeliano che ha colpito una scuola gestita dall'Onu nel campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza.
Lo riferiscono fonti ospedaliere palestinesi. Secondo la tv araba Al Jazeera nell'edificio, al momento dell'attacco, c'erano decine di donne e bambini. I responsabili dei primi soccorsi, citati dall'emittente satellitare, hanno raccontato che "un centinaio di famiglie palestinesi, le cui case sono andate distrutte negli ultimi giorni, si erano rifugiati nella struttura scolastica"
Le testimonianze sull'origine delle esplosioni che hanno causato la strage non sono univoche.
Secondo alcuni, un carro armato israeliano ha sparato due cannonate contro l'edificio stracolmo di sfollati che speravano - sotto la copertura delle Nazioni Unite - di avere maggiori probabilità di salvarsi dai combattimenti in corso da sabato sera tra soldati israeliani e miliziani di Hamas.
Secondo il racconto di altri, le deflagrazioni sarebbero state causate da quattro razzi sparati da un velivolo.
I medici intervenuti sul posto hanno riferito che decine di palestinesi sono stati feriti e ricoverati in due ospedali della zona. Nella scuola gestita da personale dell'Onu e nel perimetro che la circonda si erano ammassate centinaia di persone, quasi tutte fuggite dal campo profughi di Jamaliya.
Stamattina in un attacco compiuto da un elicottero israeliano contro un'altra scuola gestita dalle Nazioni Unite, a Gaza City, erano stati uccisi altri tre palestinesi, tre cugini fuggiti in città dal nord della Striscia.
06/01/2009