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Il caso Battisti non deve danneggiare le relazioni bilaterali italo-brasiliane. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha stemperato i toni della polemica con Brasilia trovando subito sponda nel presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva.
Berlusconi ha ribadito però l'intenzione dell'Italia di andare fino in fondo: «L'Italia non lascerà nulla di intentato per ottenere l'estradizione di Battisti nel nostro Paese». La questione ancora aperta della mancata estradizione, si legge nella nota di Palazzo Chigi «non deve danneggiare gli eccellenti e amichevoli rapporti bilaterali tra Italia e Brasile, in tutti i settori di reciproco interesse. È invece necessario che la questione continui a svilupparsi nel suo alveo naturale, quello giuridico, dove l'Italia non lascerà nulla di intentato per ottenere l'estradizione di Battisti nel nostro Paese».
Parole che il presidente Lula ha colto al volo. A margine del Social Forum che si svolge a Belem, Lula ha detto che «la cosa più importante è che le relazioni tra Italia e Brasile sono immutabili. Abbiamo relazioni da un secolo, ci sono circa 30 milioni di brasiliani di origine italiana e questo non è un problema che intaccherà le relazioni direi indistruttibili tra di noi, come ha detto bene il primo ministro Berlusconi».
Lula, ha però sottolineato che il Brasile accetterà qualsiasi decisione della Corte Suprema sul caso Battisti. «L'Italia ha il diritto di ricorrere al potere giudiziario, quando la giustizia prenderà la sua decisione, sia quella che sia, non discutiamo più». Insomma non sarà il caso Battisti a provocare lo strappo tra Brasilia e Roma. Coasì da Palazzo Chigi si precisa che il viaggio di Berlusconi in Brasile non è stato «annullato» ma semplicemente rinviato e questa decisione è stata presa prima che scoppiasse il caso Battisti.
Anche dalla Camera dei deputati brasiliana è arrivato un segnale di distensione per «mantenere il dialogo» tra Italia e Brasile. Lo ha scritto il presidente della Camera dei deputati del Brasile, Arlindo Chinaglia, nella risposta alla lettera inviatagli giorni fa dal presidente della Camera italiana, Gianfranco Fini, sul caso Cesare Battisti. I contenuti della risposta sono stati commentati dallo stesso Chinaglia durante un briefing con i giornalisti a Brasilia. La giornata di ieri con la lettera-difesa di Cesare Battisti e le dichiarazioni del ministro della giustizia Genro non si sono fermate le polemiche tra Italia e Brasile.
Da più parti si continua a voler l'annullamento della partita amichevole del 10 febbraio con la nazionale verde-oro. In serata al Tg2 Frattini chiarisce che «La diplomazia deve lasciare il passo al piano giuridico, su cui le ragioni italiani possono ancora affermarsi». «Il presidente Lula ha detto che per il suo Governo il caso è chiuso, per la Corte Suprema il caso non è chiuso, e a nostro avviso è apertissimo - ha speigato Frattini - E io sono convinto delle nostre buone ragioni».
Ieri a Palazzo Chigi chiarimenti anche con la Francia. Una delegazione del governo Sarkozy accompagnata dall'ambasciatore Jean Marc de La Sabliere ha avuto colloqui con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e con il consigliere diplomatico del presidente Berlusconi, l'ambasciatore Bruno Archi. L'incontro già in agenda è servito anche per dissipare , a qunato sostenuto dai francesi dubbi sul presunto «aiuto degli 007 di Parigi » al terrorista Battsiti coem sostenuto da egli steso. La Francia ha smentito categoricamentetale eventualità.
Maurizio Piccirilli
31/01/2009