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Il tempo pieno alle elementari piace sempre di più alle famiglie italiane e nell'anno scolastico 2009-2010 potrebbe avere un'ulteriore impennata e toccare, dalla prima alla quinta, quota 700 mila iscritti.
È il pronostico del mensile «Tuttoscuola» che sottolinea come le classi a tempo pieno potrebbero passare dalle 34.317 attuali a 35.000 (+2%). E gli alunni accolti in classi a tempo pieno salire a 16 mila in più rispetto a quest'anno. Per le prime classi però, avverte Tuttoscuola, c'è il rischio che 300 mila famiglie che hanno scelto il tempo medio (30 ore) o lungo (40 ore) potrebbero non essere accontentate. Infatti, di quel 90% di italiani che gradiscono un tempo medio lungo di 30-40 ore settimanali ne risulterebbe soddisfatto un terzo perchè secondo il Ministero dell'Istruzione l'anno prossimo potrebbe essere costituito solo il 27% di classi a 40 ore e il 3% a 30 ore (totale complessivo del 30%) mentre il 60% si dovrebbe accontentare dell'orario breve di 27 ore. Intanto non si placa la polemica sul presunto flop del maestro unico, la novità più eclatante della cosiddetta riforma Gelmini in vigore dal prossimo anno.
«Secondo quanto risulta dalle iscrizioni, solo il 3% delle famiglie hanno scelto il maestro unico: è la prova eclatante che il ministro Gelmini ha sbagliato» ha dichiarato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, che chiede al ministro pure «di fare un passo indietro sui tagli che stanno per colpire la scuola». Botta e risposta dal Ministro Mariastella Gelmini: «Nulla di più falso. Il maestro unico esiste indipendentemente dal quadro orario scelto. Esiste nelle 24, 27 e 30 ore». La Gelmini ha voluto tranquillizzare pure quel 90% delle famiglie che ha chiesto le 30 ore settimanali o il tempo pieno per le prime classi. «Le risorse sul tempo pieno non solo non sono state tagliate, anzi grazie a un migliore impiego le risorse sono aumentate» ha spiegato il ministro «Non credo ci siano problemi a rispettare la scelta delle famiglie del tempo pieno». Nessun ripensamento sull'abolizione del «modulo», ovvero la presenza di più insegnanti nella stessa classe. «Credo non abbia portato a buoni risultati».
Natalia Poggi
03/03/2009