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Sono migliaia le persone in piazza a Napoli per la manifestazione in ricordo delle vittime di mafia e camorra indetta dall'associazione "Libera". A sfilare sul lungomare Caracciolo giovani, istituzioni e i parenti delle vittime della criminalità organizzata.
Sono migliaia le persone in piazza a Napoli per la manifestazione in ricordo delle vittime di mafia e camorra indetta dall'associazione 'Libera'. A sfilare sul lungomare Caracciolo giovani, istituzioni e i parenti delle vittime della criminalità organizzata.
Traffico paralizzato e numerose vie del centro interdette alla circolazione di auto e moto per permettere ai partecipanti di poter attraversare a piedi la città. Nel corso della marcia sono letti ininterrottamente i nomi di oltre 900 tra semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali uccisi da mafia e camorra nel corso degli anni. In corteo anche rappresentanti sindacali e una delegazione dello stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d'Arco.
Ad aprire il corteo, che don Luigi Ciotti, leader di 'Libera' ha definito un 'camminare insieme', oltre 500 familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di circa 3mila familiari. A Napoli anche gruppi, arrivati a bordo di pullman, di numerose delegazioni di regioni italiane. Ma a sfilare ci sono anche rappresentanti di 30 paesi che sono venuti a Napoli in segno di solidarietà.
"Questa manifestazione è un segno fortissimo, significa da un lato che Napoli ha sofferto per la Camorra e dall'altro che è un segno di riconoscimento della capacità che Napoli ha di reagire - ha detto il sindaco partenopeo Rosa Russo Iervolino - Napoli ha la forza per uscire da questa situazione. La politica deveritrovare il senso di servizio e comunità, la volontà e l'entusiasmo di fare qualcosa che serva a tutti". Per il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, invece, oggi "è un grande giorno in cui istituzioni, cittadini e associazioni
dimostrano che, lavorando insieme, si può".
«L' importanza di questa giornata è data dal numero di presenze, dai ragazzi che vengono da tutta Italia e che testimoniano l' esistenza di un Paese che magari non si conosce fino in fondo». È quanto ha affermato da Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, intervenuto alla 14/ma giornata in memoria delle vittime della mafia. Grasso ha lanciato un allarme sui capitali derivanti dai proventi della criminalità. «In un Paese che vuole legalità, rispetto dei diritti, lavoro e comprensione, voglia di andare avanti - ha detto - è un grande risultato quello di ricordare le vittime perchè sarebbe peggio dimenticarle. Dobbiamo essere sempre attenti perchè in questo momento di crisi i capitali liquidi di coloro che hanno i contanti provenienti dalla criminalità diventano più potenti e forti».
Secondo Grasso «questi capitali sono in grado di occupare gli spazi delle istituzioni e dell' economia. Questo è il momento in cui bisogna vedere quale è l' origine del denaro senza chiudere gli occhi». «Ognuno deve impegnarsi per dire no alla mafia che è corruzione, favoritismo, un sistema che si infiltra e che - ha concluso - costituisce una zavorra per lo sviluppo e la crescita della società».
Sul palco a sorpresa arriva lo scrittore di "Gomorra". Roberto Saviano arriva sul palco eretto da "Libera" a Napoli per la "Giornata della memoria" mentre e' in corso la lettura dei nomi delle vittime di mafie dall'800 ad oggi. Ed e' proprio lui, avanzando, a chiudere il lungo elenco di dolore e speranza, elencando le ultime morti innocenti. La voce si fa piu' forte quando legge i nomi dei sei immigrati ghanesi uccisi nella strage di Castelvolturno lo scorso 18 settembre dai Giuseppe Setola e dai suoi sicari, e poi chiudde con la formula di rito: "in ricordo di quelli di cui non si conosce ancora il nome". Poi lo scrittore nel mirino dei clan si allontana in fretta, con la sua scorta.
21/03/2009