Si difende con ordine, concede poche occasioni a una formazione sicuramente superiore ma alla fine non riesce ad evitare la sconfitta, dopo una prestazione comunque tutt'altro che disonorevole. Poco di più avrebbero potuto fare i ragazzi di De Rosa, desiderosi di chiudere al più presto una stagione davvero avara di soddisfazioni. Buona prestazione soprattutto in avvio. Il gol di Milanetto, che ha sbloccato il risultato, non a caso è arrivato su punizione. Poi, tutto è diventato più facile, per i rossoblù. De Rosa mette in campo un 4-4-2 con compiti fin troppo precisi. Il tridente del Genoa è di quelli che non fanno dormire la notte: Zoppetti deve occuparsi di Gasparetto, De Martis è francobollato a Di Vaio, mentre Vicentini deve cercare di non dare troppo spazio a Leon. Il copione della partita appare scontato. Genoa in attacco e Pescara costretto a contenere. Martini chiama in causa Rubinho al 5' con un tiro centrale e debole, quindi i rossoblù cominciano a spingere. All'8' il Genoa troverebbe anche il gol, con Di Vaio da due passi, dopo una bella azione avviata da Milanetto e rifinita (di tacco) da Gasparetto, ma l'arbitro annulla - giustamente - per fuorigioco. Non c'è pace, però, per Tardioli, che dopo una manciata di secondi ringrazia un salvataggio sulla linea di Zoppetti, che nega il gol a Marco Rossi. Il Genoa colleziona calci d'angolo ma attacca in modo troppo confuso, il Pescara soffre ma resiste. Al 18' i locali protestano: traversone in area di Fabiano, e Papini devia con il braccio, in modo involontario. Il signor Squillace lascia proseguire, e fa bene. Poi, un minuto più tardi, Tardioli è chiamato al primo vero intervento, bloccando senza difficoltà una bella conclusione di Di Vaio (troppo nervoso, e ammonito poco prima per un ingenuo "mani"), da fuori area. Poi, al 23', il banco salta. Gasparetto si guadagna una bella punizione da fuori area. Alla battuta si porta Omar Milanetto, che - con una perfetta palombella - aggira la barriera e infila la palla nel sacco. Per Tardioli non c'è nulla da fare. Il Genoa si porta in vantaggio e la partita cambia. A questo punto i rossoblù sono più tranquilli e possono giocare con un pizzico di frenesia in meno. E il Pescara? Il copione impone che se ne rimanga sulla difensiva, preoccupandosi di non subire troppi gol. In effetti, così è, visto che i rossoblù - tra il 26' e il 28' - creano altre due buone occasioni da rete, con altrettanti tiri da fuori area, prima con Milanetto e poi con una conclusione incrociata di Leon, sopra la traversa. Il Pescara dei giovani, però, complessivamente non demerita, pensando quantomeno a limitare i danni. I rossoblù potrebbero segnare ancora, con Di Vaio (due volte) e Gasparetto, ma sono troppo imprecisi. Nella ripresa, De Rosa inserisce Sembroni al posto di Vicentini - peraltro subito ammonito per un fallo su Leon -, e quindi Felci al posto di Di Matteo. La partita scivola via su ritmi bassi, quasi "balneari". Capita così che - proprio mentre il Genoa si accontenta del vantaggio minimo - il Pescara esca dal guscio, e crei due buone occasioni per il pareggio, prima con il neoentrato Felci e poi con Russo. Proprio quando la partita sembra cambiare, tuttavia, arriva un'altra svolta. Gasperini butta dentro Adailton (al rientro dopo uno stop di due mesi) per Leon. L'attaccante brasiliano ripaga subito la fiducia del mister e, dopo nemmeno un minuto, al 13', al primo pallone toccato, infila in rete la palla del 2-0, con un destro centrale ma velenoso, imparabile per Tardioli. La partita, a questo punto, è bella che sepolta. Il Pescara non ha niente da perdere. Al 22' ci prova Martini, su assist di Russo: bel contropiede, ma Rubinho risponde presente. Un minuto più tardi, Greco (entrato al posto di Gasparetto) scalda le mani a Tardioli. L'ultimo quarto d'ora di gioco, però, regala ben pochi sussulti. Nessuno in campo, da una parte e dall'altra, ha voglia di co