Ci sarà un'intera nazione, il 1 maggio, a dimostrare la sua solidarietà ai terremotati dell'Aquila. Ci sarà Papa Benedetto XVI, che dopo un saluto istituzionale in quella che ormai è diventata la cittadella della Guardia di Finanza, visiterà l'ospedale da campo e una o due tendopoli. Ci saranno i sindacati, che avevano previsto la grande manifestazione con i comizi a Siracusa e hanno invece scelto l'Abruzzo, per testimoniare la loro volontà di sostegno alla ripresa. Sulla visita del Papa si attendono ancora le ultimissime conferme per i dettagli, ma una cosa è certa: Benedetto XVI non celebrerà Messa, sarebbe un evento fortemente attrattivo, molto impegnativo in termini di sicurezza. Anche i sindacati sono orientati per una cerimonia «forte», ma sobria per rispetto a chi soffre per questa tragedia e soprattutto per non intralciare le operazioni di protezione civile, che sono ancora altamente impegnative: «Vogliamo celebrare a L'Aquila la ricorrenza del Primo maggio - ha affermato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni - con la sobrietà, d'obbligo per circostanze come quelle che si vivono in questo momento, ma dando un segnale fortissimo di legame morale tra tutti i lavoratori italiani e quei lavoratori e quei cittadini che hanno bisogno della solidarietà come facemmo anche in Campania. Noi vogliamo essere - ha concluso Bonanni - l'adduttore più potente per legare questa solidarietà morale ed anche materiale degli italiani verso quelle popolazioni». «Vogliamo intestare il 1 maggio alla speranza, attraverso la responsabilità, si possa ricostruire il benessere di questa gente», prosegue il segretario della Cisl, sollecitando tutte le parti politiche ad accontonare ogni polemica sulla ricostruzione. «Più che polemiche c'è bisogno di cooperazione tra tutti perchè solo dalla collaborazione può arrivare uan vera solidarietà alla ricostruzione», ha concluso Bonanni.
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18/04/2009