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G8, in campo anche i servizi segreti

Vertice Indagini preventive da parte della Procura dell'Aquila e della Direzione antimafia

L'AQUILA Si aggiravano nella Scuola della Guardia di finanza a Coppito diversi giapponesi, ieri in città per i preparativi, anche in termini di sicurezza, per il G8. Anche la Procura della Repubblica ha avviato una serie di indagini preventive per il G8. La notizia è stata data dal Procuratore capo della Repubblica Alfredo Rossini dopo il vertice che Rossini ha tenuto con diversi investigatori tra cui il dirigente della Digos della Questura, Giuseppina Terenzi. «Le persone che avete visto fuori - ha detto Rossini - sono investigatori che appartengono alla direzione investigativa antimafia che si rivolgono a me per coordinare le investigazioni per il G8. Le indagini che sono state aperte sono rivolte a quelle persone che potrebbero creare problemi». Alla domanda se erano presenti anche rappresentanti dei servizi segreti, il Procuratore ha risposto che «ci sono forze importanti per la tutela dello Stato». Intanto prosegue senza sosta l'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica volta ad accertare eventuali responsabilità sui crolli del post-terremoto. «L'inchiesta sta andando avanti a ritmo veloce - ha detto Rossini - siamo arrivati ormai alla fase di consulenza che è molto avanti, stiamo portando il materiale nei laboratori e quindi quando avremo fatto tutto e avremo individuato sapendo bene a che cosa si riferiscono i vari fabbricati crollati e con morti, potremo portare avanti un piano organizzato con i singoli provvedimenti che riguardano i vari siti con crolli e con morti e naturalmente se in questi casi si ravviseranno assenze di responsabilità di persone a carattere individuale, saranno archiviate, se invece troveremo degli spunti molti interessanti per quanto riguarda l'attività delle persone che hanno costruito, progettato, che hanno venduto il materiale, gli attori di tutta la filiera, saremo portati ad aprire procedimenti a carico di noti». Il Procuratore Rossini in merito all'indagine preventiva avviata con la Direzione nazionale antimafia volta ad accertare eventuali infiltrazioni mafiose sulla ricostruzione e smaltimento dei rifiuti ha aggiunto che «tempo addietro abbiamo avuto riunioni con il capo delle polizia, il procuratore nazionale antimafia, il capo della Dia e tante altre persone. Tutto questo per mettere a fuoco il problema delle infiltrazioni mafiose sui fondi che arrivavano. Ho avuto la comunicazione - ha proseguito Rossini - che in effetti in base alla normativa approvata ad hoc, il Prefetto dell'Aquila aveva la funzione del coordinamento e del controllo dei contratti per fare attività di prevenzione. Se comunque le infiltrazioni fossero già avvenute e ci fossero stati elementi tali da configurare reati di competenza della procura distrettuale antimafia che io dirigo, il gruppo di lavoro avrebbe dovuto fare la informativa mentre si procedeva. Sotto questo profilo aspetto quelle informazioni. Peraltro noi facciamo per conto nostro le indagini di tipo penale e investigazione penale, loro fanno la prevenzione per evitare che si verifichino fenomeni di infiltrazioni mafiose. Comunque, lavoriamo nella stessa barca per gli stessi scopi: noi per perseguire quello che loro fanno e loro per evitare che venga fatto».

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26/05/2009










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