Tremonti ha dato il via libera a tale
misura «per evitare che il Collegio sindacale ponga
obiezioni». Il governo ha operato nella convinzione che non
si tratta di un aiuto di Stato.
Proprio ieri dal Senato
è arrivato l'ok al disegno di legge sul prestito ponte da
300 milioni di euro. Il provvedimento ora va alla Camera
per la definitiva conversione in legge. L'opposizione alza
i toni: «Abbiamo votato in Senato - afferma la senatrice
del Pd Marilena Adamo - a favore della riconversione del
decreto Prodi sul prestito ponte ad Alitalia, soprattutto
per solidarietà con i lavoratori, nel giorno in cui i
revisori di Alitalia minacciano di non certificare il
Bilancio, premessa del fallimento. È stato un errore far
fallire la trattativa con Air France». Insomma, si aspetta
di conoscere la composizione della cordata italiana che
dovrebbe intervenire nella partita. Cordata di cui
dovrebbero far parte Ligresti, Tronchetti, Benetton,
Polegato e Colaninno. Ma i temi della sicurezza e dei
rifiuti hanno assorbito l'attenzione primaria del governo.
Intanto sempre ieri il cda di Alitalia ha affrontato la
questione di un nuovo presidente e amministratore delegato.
Al posto del dimissionario Aristide Police, in pole
position c'è Mario Resca, vice presidente e Joint
Venture Partner di McDonald's Develpoment Italia, nonchè
presidente di Italia Zuccheri e del Casinò di Campione.
Manager di valore che vanta esperienze in numerose società,
Resca da sempre è in ottimi rapportti con il consulente di
Berlusconi su Alitalia, Bruno Ermolli, con cui in passato
ha condiviso risanamenti di aziende in difficoltà. Dal 2002
è anche consigliere indipendente dell'Eni e un suo
eventuale impegno in Alitalia lascerebbe libera una nomina
al governo. Nelle ultime ore spuntano anche due out-sider:
Claudio Costamagna e Riccardo Ruggiero. E nella maggioranza
in molti vedrebbero con favore l'ipotesi Enrico Bondi,
recentemente confermato a Parmalat.
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22/05/2008