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CanottaggioCampionati Europei dal 5 al 7 settembre

La canoa-drago approda a Sabaudia tra leggende cinesi e tamburini

Alessia Freda
SABAUDIA Ha origini orientali e la straordinaria capacità di rafforzare il team (non a caso la Royal Bank of Scotland e la Fiat lo usano come strumento di formazione outdoor), oltre a quella di far superare il trauma dovuto a gravi e invalidanti malattie, come il cancro al seno.


E' la canoa-drago, meglio nota come Dragon Boat.
L'appuntamento, per tutti gli appassionati del genere, è dal 5 al 7 settembre sulle rive del lago di Paola, in quel di Sabaudia.
Una location tutta made in terra pontina per l'ottava edizione dei campionati europei organizzati dalla Federazione italiana.
Quattordici le nazioni impegnate - con Germania, Russia e Slovacchia tra le super-favorite, ventidue atleti per ogni imbarcazione (venti pagaiatori, un tamburino che scandisce il tempo ed un timoniere alla guida) e nove i titoli in palio.
Questi i numeri di una edizione che mira a lasciare il segno.
A cominciare dai testimonial scelti: si tratta dei campioni della nazionale azzurra di canoa Fabiana Sgroi ed Antonio Scaduto, che è tornato dalle Olimpiadi di Pechino con una medaglia di bronzo conquistata in coppia con Andrea Facchin nella canoa kayak specialità K2.
Le gare, con imbarcazioni lunghe 12,66 metri e larghe 1,06 metri con la testa e la coda a forma di dragone, si svolgono sulle distanze 200, 500 e 1000 metri, mentre le gare di fondo si disputano sulla distanza di 2000 metri.
A Sabaudia sarà presente anche la squadra Pink Butterfly, vale a dire le «donne in rosa» - tutte tra i quaranta ed i settantaquattro anni - che hanno fondato nel 2002 un team di Dragon Boat composto da atlete (capitanate da Orlanda Cappelli) che hanno combattuto e sconfitto il cancro al seno.
A questa categoria, gli Europei di Sabaudia dedicheranno una regata: la Ride the Dragon for Charity.
Curiosità: le origini di questa disciplina sportiva risalgono ad oltre duemila anni fa quando, narra la leggenda, il poeta e statista cinese Qu Yuan (475-221 a.C) si gettò nel fiume Mi-Lo con un atto disperato per protestare contro le vessazioni cui veniva sottoposto il suo popolo dal governo di allora.
I pescatori, appresa la notizia, si lanciarono con grandi barche alla ricerca del corpo di Qu Yuan sbattendo con forza le acque con i remi per allontanare i pesci e gli spiriti maligni.
Durante la notte successiva lo spirito del poeta apparve ai suoi amici e disse loro di essere morto a causa di un drago di fiume.
Da allora è nata una tradizione che ricorda quel momento e si celebra in tutto l'Oriente il quinto giorno della quinta luna con il «Festival di Dragon Boat».
Per saperne di più: europei2008@dragonboat.it.

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29/08/2008










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