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Interni Esteri

ETIOPIA Tre ordigni che non volevano uccidere È strategia tensione contro il governo

ADDIS ABEBA — Almeno tre bombe - cinque secondo altre fonti diffuse, ma non confermate - sono esplose ieri ad Addis Abeba.

Erano di modesta entità, e chiaramente non destinate a fare morti. Quattro i feriti accertati, nessuno grave. Uno già dimesso, tre ancora ricoverati, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. Il primo ordigno è stato fatto esplodere dinanzi al muro del ristorante Lalibela, che si trova di fronte allo stadio, quasi in piazza Meskele (vuol dire Croce), la più grande ed importante della capitale, in pieno centro. Le altre due accertate, in un'area più a nord, molto popolare, chiamata «Mercato». Nessuna rivendicazione, ma l'impressione è che possa trattarsi di un passo verso il tentativo di reinnescare un'escalation di violenza destabilizzante: in pratica il lancio di una sorta di strategia della tensione. Proprio in questi giorni su due distinti siti Internet dell'opposizione al governo sono comparsi inviti alla popolazione perchè manifesti disobbedienza civile tra il 20 ed il 24 marzo.









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