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Interni Esteri

Il precedente del piano Bojinka sventato nel 1995

di MAURIZIO PICCIRILLI «UNA pioggia di fuoco sull'America» questa era la promessa di Osama Bin Laden e questo prevedeva l'attacco che ieri è stato sventato dall'Unità antiterrorismo di Scotland Yard.

Un attacco multiplo come tradizione nella strategia di Al Qaeda che era stato già studiato ampiamente nel 1995. Nome in codice «Bojinka», parola serbo-croata che significa esplosione. Il file così chiamato era contenuto nel computer sequestrato a Manila nelle Filippine nel gennaio 1995 quando la polizia arrestò nel residence «Dona Josefa» Abdel Hakim Murad, integralista islamico sospettato di preparare un attentato a Giovanni Paolo II durante la visita nelle Filippine. Alla cattura sfuggì Ramzi Yousef ricercato per l'attentato al World Trade Center del novembre 1993 poi preso in Pakistan. Yousef tra i vari alias usava anche quello di Arnaldo Forlani. Le Filippine sono da sempre un centro di smistamento dei seguaci di Al Qaeda sulla rotta degli Usa. Anche quattro dei dirottatori delle stragi a New York e al Pentagono, Ahmed Fayez, Ahmed al Ghamdi, Abdulaziz al Omari e Saeed Alghambi, sono passati secondo la polizia di Manila per le Filippine. Ma torniamo al piano «Bojinka». Nel computer erano contenuti i dettagli di un progetto per far esplodere 11 aerei americani in varie parti del mondo. Uno anche a Parigi. A chiarire le modalità fu lo stesso Murad durante l'interrogatorio a cui fu sottoposto dalla polizia di Manila durante il quale ha raccontato anche i suoi viaggi in Europa e negli Stati Uniti. «Di che cosa sono fatte le bombe», chiede l'investigatore. «Nitroglicerina», risponde Murad il quale si dilunga nello spiegare la formula. E precisa: «È opaca ai raggi x». «Dove la mettete», insiste il poliziotto. «Cosa?», ribatte il terrorista. «Il contenitore», insiste l'agente. «La prendo qui nelle Filippine, poi a Singapore». «Va bene, ma come la trasporti? È un liquido no». «In una bottiglia di liquido per le lenti a contatto», è la risposta. A questo punto l'investigatore chiede: «Qual'è il tuo piano in America?». «Uccidere la gente di là», risponde Murad. Sul come, il terrorista è abbastanza esplicito: «Puoi ucciderli con il gas. Sparagli. Accoltellarli. Con un'esplosione». Che genere di esplosione? «Mettere un bomba sull'United Airlines». L'interrogatorio è abbastanza lungo e descrittivo. Abdel Hakim Murad spiega per filo e per segno come ha pianificato il viaggio verso gli Stati Uniti. «C'è un volo giornaliero da Singapore a Hong kong e per Los Angeles». Ammette la sua appartenenza all'esercito di liberazione islamico per «liberare tutti i musulmani da Usa e Israele». E cosa ancor più sconvolgente racconta il suo primo viaggio negli Usa da Dubai al Bahrain e quindi a Londra e da qui a San Antonio in Texas ospite di un certo Nasser Ali. L'attacco alle Torri gemelle e al Pentagono rientrava nel piano «Bojinka», uccidere gli americani con i loro aerei. Il piano era in mano all'Fbi dal 1995. È stato usato nel processo per il primo attentato al World Trade Center. E poi dimenticato dall'intelligence Usa. Non così da Al Qaeda che appena può cerca di metterlo in pratica. Menti del piano Khalid Sheik Mohammed, il cervello dell'attacco dell'11 settembre 2001 e suo nipote Ramzi Yousef condannato all'ergastolo per il primo attentato al World Trade Center del febbraio 1993. Scelse un volo Manila-Cebu-Tokyo dell'11 dicembre della Philippine Airlines. Nel tratto Manila-Cebu innescò la bomba nella toilette, poi tornò al suo posto e la nascose nel giubbetto salvagente sotto il sedile. Scese a Cebu e rientrò a Manila. La carica di esplosivo non bastò a distruggere l'aereo, ma causò la morte dello sfortunato passeggero al quale era stato assegnato il posto di Yousef nel tratto Cebu-Tokyo. Il 9 dicembre 1994 Yousef aveva acquistato un volo di sola andata da Manila per Cebu presso un'agenzia di viaggi al Century Park Hotel nel distretto Malate di Manila, mostrando all'agente di viaggio un passaporto italiano a nome di Arnaldo Forlani e spiegando di essere un parlamentare italiano in visita al paese. Sarebbe bastata questa informazione pe









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