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Interni Esteri

Respinto dalla Cassazione il ricorso di governo e parti civili Ufficiali assolti, nessun risarcimento alle famiglie delle vittime

di MAURIZIO PICCIRILLI LA STRAGE di Ustica non è mai avvenuta.

Il disastro aereo avvenuto la sera del 27 giugno 1980 sul Tirreno non ha alcun colpevole. È il risultato della decisione della prima sezione penale della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale, rigettando anche il ricorso presentato dal governo. Con la bocciatura dei ricorsi, dunque, dopo 27 anni si chiude il processo penale della strage e si toglie la possibilità ai familiari delle vittime di poter chiedere, in sede civile, il risarcimento dei danni morali. La finanziaria 2007 prevede comunque al comma 1270 l'estensione dei benefici in favore delle vittime del terrorismo, previsti dalla legge 206/2004, «ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980». I giudici della Suprema Corte hanno dunque confermato l'assoluzione in appello perché il fatto non sussiste dei generali Franco Ferri e Lamberto Bertolucci, che erano accusati di non aver fornito informazioni importanti al governo sul disastro - in cui morirono 81 persone - impedendo che esso esercitasse le sue prerogative. I generali Ferri e Bertolucci erano stati assolti per alto tradimento, ma il tribunale aveva dichiarato nei loro confronti la prescrizione del reato di omessa comunicazione. La Procura di Roma aveva impugnato la decisione, sostenendo che il reato non era prescrivibile. Al processo d'appello, nel dicembre 2005, i due erano stati poi assolti. L'accusa si riferiva a una serie di presunte omissioni sui risultati dell'analisi di un tracciato radar e di una nota in cui si parlava del possibile coinvolgimento di altri Paesi nel disastro aereo. «Amarezza e disagio» sono stati espressi dal sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Luigi Ciampoli, in merito all'intera vicenda processuale. Incontrando i giornalisti, Ciampoli ha detto che «dopo 42 anni di servizio non posso rifiutarmi di credere che non sia ancora possibile arrivare alla verità, se non altro come fatto storico, perché in ogni caso le responsabilità penali sarebbero prescritte». Soddisfazione invece tra gli imputati: «È la fine di un incubo - ha detto il generale Franco Ferri, imputato di alto tradimento insieme al collega Lamberto Bertolucci - Finalmente la mia onestà è stata riconosciuta definitivamente». «Così lo Stato consegna definitivamente alla storia come mistero una delle più grandi tragedie italiane». Questo il commento dell'avv. Alfredo Galasso, avvocato di alcuni dei familiari delle vittime della strage di Ustica, commentando la sentenza della Cassazione. «Esprimiamo profonda amarezza e indignazione per ciò che è accaduto - ha aggiunto Galasso - una vicenda anomala sulla quale in 27 anni non è stata fatta luce. Una vicenda su cui però noi conosciamo la verità, e cioè che fu un atto di pirateria aerea per la quale non ha pagato nessuno». Il vice coordinatore di Forza Italia Frabrizio Cicchitto ha così commentato: «La Cassazione ha chiuso la vicenda di Ustica. Non abbiamo mai dato credito all'ipotesi che è stata costruita nel corso di questi anni con un chiaro schematismo politico. Forse quello schematismo ha impedito che, per Ustica, come per almeno uno degli attentati ai treni e per la strage della stazione di Bologna, non sia mai stata investigata a fondo l'ipotesi di centrali terroristiche attivate da gruppi politici e di governo che si muovevano nella logica degli scontri allora in atto nel Medio Oriente».









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