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Interni Esteri

Durissimo il ministro della Pubblica Istruzione
«Licenziamoli appena l'inchiesta sarà conclusa»

di MARINO COLLACCIANI L'OBROBRIO della scuola di Rignano assomiglia alla regìa di un film dell'orrore: si stenta persino a credere possibile un'azione del genere, anche se fosse stata traslata da una finzione filmica.

Invece le accuse paiono tutte fondate e la sceneggiatura sarebbe stata, purtroppo, già scritta. Inevitabile la presa di posizione del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni: «Siamo di fronte a comportamenti esecrabili di gravità inaudita». Una entrée alla quale ha fatto seguito il corpo di quella che sarà la sua decisione, ispirata a una «tolleranza zero» nei confronti di questi crimini. Così, «oltre ai provvedimenti di sospensione già adottati da tempo dal Direttore Regionale, si procederà - ha sentenziato il ministro - all'immediato licenziamento dei docenti coinvolti appena la magistratura avrà concluso il proprio operato». Per la presidente del Moige, Maria Rita Munizzi, si «rompe un luogo comune ancora radicato intorno alla figura del pedofilo, uno sconosciuto, uomo, magari dall'aria poco raccomandabile; la maggior parte degli atti di pedofilia - osserva - avvengono all'interno della cerchia domestica o in luoghi e tra persone che i genitori ritengono sicuri. Ed esiste anche, se pur minoritaria, una pedofilia al femminile». Dal canto suo, il senatore Luigi Lusi (Margherita) ha affermato: «Mi farò promotore di un provvedimento per l'applicazione delle "aggravanti specifiche", che rendano più severe le pene quando sono coinvolti gli insegnanti». Di più largo respiro la proposta di Silvana Mura (Italia dei valori) che suggerisce l'introduzione di un esame psico-attitudinale obbligatorio per chi voglia fare l'insegnante, «per la sicurezza dei bambini e delle famiglie e per tutelare anche la grande maggioranza del corpo insegnante che è una risorsa della scuola italiana». «Finalmente viene applicata la tolleranza zero; quanto avvenuto nella scuola di Rignano Flaminio è allucinante». Lo afferma in una nota la responsabile Udc per la Famiglia e le Politiche Sociali, Luisa Capitanio Santolini. «Purtroppo - prosegue - visto il susseguirsi di atti e situazioni così violenti sui bambini occorre prendere atto di come sia ormai indispensabile sottoporre al più presto tutti gli insegnanti, di ogni ordine e grado, a frequenti test psico-attitudinali obbligatori». «È una grande sconfitta ogni volta che i bambini, anziché protezione dagli adulti, trovano il suo contrario, la violenza o addirittura lo sfruttamento a fini di lucro». È quanto ha dichiarato la senatrice dell'Ulivo Anna Serafini, presidente della commissione Bicamerale per l'infanzia, secondo la quale occorre prevedere norme ad hoc per sospendere dal lavoro ogni persona indagata che lavori a contatto con i bambini. Serafini ha annunciato anche l'intenzione di avviare un'indagine conoscitiva sulla sicurezza nelle scuole. «In questi mesi, appena trapelata la notizia sulla scuola di Rignano Flaminio, era importante che le indagini potessero svolgersi con rigore e celerità, fuori da ogni clamore, premessa indispensabile per l'accertamento della verità - ha spiegato Anna Serafini -. L'Italia ha leggi tra le più severe del mondo, ma lo stravolgimento di tante regole ci impone di formare maggiormente gli insegnanti e i genitori perché siano in grado di decodificare i segnali dell'abuso. Questi gravissimi episodi ci spingono inoltre, proprio a tutela dell'interesse superiore del minore e senza ledere il diritto alla presunzione di innocenza di chiunque, a prevedere, in un apposito provvedimento, la sospensiva cautelativa obbligatoria, di chi sottoposto a indagine, lavora a stretto contatto con i bambini. m.collacciani@iltempo.it









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