È di incredulità mista a rabbia la prima reazione di Simone Rocchini, presidente dell'Agerif, l'associazione dei genitori di Rignano alla notizia degli arresti. «Ero all'estero - prosegue - e ho preso il primo aereo per tornare a casa. Quando l'ho saputo non ci credevo, è il primo segnale forte dopo mesi, dopo un Natale senza albero e una Pasqua senza colomba». Per Rocchini, la vicepresidente Arianna Di Biagio e i quasi cento iscritti al Comitato fondato all'indomani del blitz dei Ris nella materna «Olga Rovere» quello di ieri è stato un giorno atteso da tanto, forse troppo tempo. Alla soddisfazione però subentra l'amarezza per una vicenda che ha trasformato le loro vite: «Siamo lieti, certo, ma per il punto di svolta nelle indagini, non per gli arresti in sé, per i quali naturalmente c'è poco da festeggiare». Il rapporto con le istituzioni del comitato dei genitori è stato fin da subito burrascoso, a cominciare dai vertici dell'istituto. «In particolare - spiega Rocchini - con la preside Loredana Cascelli, che ha alzato un muro nei nostri confronti chiudendo ogni possibilità di dialogo, e finendo per danneggiare anche i nostri bambini». Il presidente dell'Agerif fa riferimento all'«eccessivo garantismo» del collegio docenti, che «non ha da subito voluto la sospensione cautelativa delle maestre indagate: è giusto garantire i diritti delle insegnanti, ma doveva essere garantito anche il diritto dei bambini a vivere in una scuola serena. Abbiamo dovuto ritirare dalla materna molti dei nostri bambini, per i quali abbiamo dovuto trovare altre soluzioni, molte famiglie sono composte da genitori lavoratori». E ora in paese esplode la rabbia di chi in quella scuola ha mandato per anni, e con fiducia, i suoi figli: «La materna deve essere chiusa e rifondata con personale nuovo. E anche la dirigenza deve essere rimossa - sostiene una mamma - Come è possibile che episodi simili siano potuti avvenire senza che nessuno s'avvedesse di nulla?». Per la donna, «se in una scuola è possibile portare via dei bambini per alcune ore, sottoporli a ciò di cui parla il capo d'imputazione senza che nessuno noti nulla di strano, c'è qualcosa, anzi molte cose, che non funzionano». Anche nei confronti dei vertici locali e nazionali della Pubblica istruzione Rocchini non è tenero: «Tanta solidarietà, tanti abbracci, ma molto poco di concreto. Ai bambini non ha pensato nessuno: il ministro che non ha mai risposto alle nostre lettere, fino al direttore dell'Ufficio scolastico regionale Bruno Pagnani, che non ci ha mai dato comunicazione della sospensione cautelativa delle maestre, avvenuta il 20 febbraio, della quale veniamo a sapere soltanto oggi (ieri ndr)». «Valuteremo attentamente la posizione di tutti i soggetti, compresi quelli istituzionali - ha aggiunto Giacomo Augenti, legale di alcune famiglie - e verificheremo le responsabilità di ognuno per i fatti che si sono verificati, e per ciò che non è stato fatto nel complesso». Gab. San.