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Interni Esteri

L'ipotesi sul movente dell'omicidio della donna incinta

PERUGIA — Era geloso della moglie, Roberto Spaccino, 37 anni, da martedì in una cella del carcere di Perugia accusato dell'omicidio di Barbara Cicioni, 33 anni, incinta all'ottavo mese.

Questa una delle ipotesi per spiegare, se possibile, un gesto tanto orribile. L'indagine su quanto successo nella villetta di Compignano non è però conclusa. Nessun altro indagato al momento ma la procura di Perugia intende chiarire cosa sia successo subito dopo il delitto. Gli inquirenti sono certi che nell'abitazione non c'è stata alcuna rapina sfociata in un omicidio. I carabinieri del Ros e dei reparti territoriali hanno accertato che dalla casa a soqquadro non sono stati portati via oggetti di valore che pure c'erano, così come è stata aperta solo una delle due casseforti (quella in camera da letto, con il quadro dei bambini che la nascondeva spostato con cura senza romperlo). In base alle testimonianze raccolte gli investigatori - coordinati dal sostituto procuratore Antonella Duchini - è emerso invece che l'omicidio è maturato in un clima di «gravissimi maltrattamenti» nei confronti della donna da parte di Spaccino. Gelosia, sospetti anche sulla bambina che la vittima aveva in grembo, il movente privilegiato. Vessazioni usuali - secondo i carabinieri - con la Cicioni accusata di essere una fannullona. Il pm ha tra l'altro evidenziato l'ambiente familiare degli Spaccino, «di natura patriarcale e contadina che ha taciuto le violenze protrattesi per anni e ha reso le dichiarazioni reticenti». Gli investigatori ritengono che Spaccino abbia agito da solo quando ha ucciso la moglie. Non è invece chiaro se sia stato aiutato da qualcun'altro per inscenare subito dopo la rapina. Da accertare, tra l'altro, come sia stato possibile che i figli di quattro e otto anni non si siano accorti di niente nonostante dormissero in una camera accanto a quella dove è stata uccisa la donna. Dopo il delitto i bambini hanno disegnato la madre a terra sporca di sangue. Quanto visto sulla scena del delitto ipotizzano gli inquirenti. Risposte importanti sono attese dall'interrogatorio di garanzia davanti al gip in programma probabilmente domani mattina. Dopo l'arresto Spaccino si è chiuso nel silenzio. Ora è in isolamento in una cella del carcere di Capanne, con il divieto di incontrare i suoi difensori e di avere qualsiasi contatto con l'esterno. Per i difensori di Spaccino, gli avvocati Michele Titoli e Luca Gentili, «l'ordinanza di custodia cautelare si fonda su presunte incongruenze relative alla denuncia del furto subito, sulle dichiarazioni rese nell'immediatezza da alcuni familiari della vittima in merito a riferiti frequenti litigi e patite violenze da parte del marito, peraltro mai oggettivamente riscontrate, nonchè sull'ora della morte accertata in via sommaria ed ipotetica». «Il provvedimento cautelare - hanno aggiunto i legali - non risulta invece suffragato da alcun riscontro di natura scientifica idoneo a ricondurre al marito l'azione lesiva che ha portato alla morte della povera Barbara Cicioni». Barbara riposa dal'altro ieri pomeriggio nella prima tomba a sinistra, in basso, del piccolo cimitero di Morcella, immerso nella campagna umbra e meta ieri di un pellegrinaggio quasi ininterrotto di parenti e amici della vittima. Quel che è successo la gente di queste parti, nel suo intimo, lo rifiuta. Nei bar, ieri mattina presto a Marsciano, a Cerqueto e nelle altre località della zona, in molti facevano colazione con la tazza del caffè appoggiata sopra al giornale: leggevano, in silenzio, senza commentare e senza farne oggetto di discussione con altri. La famiglia di Roberto è barricata in casa, quella di Roberta immersa nel dolore. A parlare è Massimo Buconi, il marito di Elisa, la zia paterna della donna uccisa: «Non c'è rabbia nella famiglia della povera Barbara ma solo grande sgomento e anche un senso di rimorso». «La richiesta dei famigliari di Barbara - dice ancora lo zio - è che «la giustizia faccia il suo corso. Soltanto dopo si potrà parlare, eventualmente, di perdono». Ora c'è da pensare ai due figli di Barbara: Nicolò, 8 anni, che freque









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