In un editoriale per il periodico «El Nuevo Pais», e poi in interviste a emittenti radiofoniche di Colombia e Perù, proprio mentre il presidente Hugo Chavez lasciava Caracas per un viaggio in quattro paesi del Sudamerica, la Poleo ha rivelato che «da molte settimane» la Betancourt è stata trasferita nel villaggio di Elorza (Stato venezuelano di Apure al confine con la Colombia) per essere prossimamente rimessa in libertà. La donna, ha aggiunto la giornalista in prima linea nelle critiche al governo bolivariano, si troverebbe «nella fattoria del leader guerrigliero conosciuto come "Grannobles", fratello del "Mono Jojoy" (uno dei massimi dirigenti delle Farc), custodita da 300 guerriglieri pesantemente armati». Citando «fonti militari venezuelane» la giornalista, su cui pende un mandato di cattura della magistratura venezuelana e che vive in esilio a Miami, ha spiegato che la liberazione della leader del movimento Verde Oxigeno dovrebbe servire a rialzare le quotazioni di Chavez, in difficoltà davanti all'opinione pubblica internazionale dopo la vicenda del mancato rinnovo della licenza all'emittente Tv Rctv. La Poleo ha anche ipotizzato che il rilascio della Betancourt, della sua vice Clara Rojas e del figlioletto di questa, Emanuel, potrebbe avvenire in occasione di un viaggio a Caracas della first lady francese, Cecilia Sarkozy, per il fatto fra l'altro che la Betancourt ha la doppia cittadinanza colombiana e francese. Lo stesso Chavez, tuttavia, nella tarda serata di ieri non ha confermato le indiscrezioni, limitandosi a dire: «Di Ingrid Betancourt non so nulla di nulla. Sarebbe bello che non solo lei, ma anche gli altri ostaggi possano tornare liberi, che finisca il conflitto armato in Colombia e che non ci sia più guerriglia né gruppi paramilitari». Anche l'Eliseo a Parigi non ha fornito alcuna conferma, assicurando che la signora Sarkozy non ha alcun progetto di recarsi prossimamente né in Venezuela, né in Colombia. Domenica però, nel corso di un incontro informale con la stampa, durante le sue vacanze negli Stati Uniti, il presidente francese Nicolas Sarkozy è tornato a riaffermare la sua determinazione nel giungere al rilascio della franco-colombiana. Da parte sua il governo colombiano ha dichiarato di «non sapere nulla», mentre una fonte dei servizi segreti a Bogotà ha definito il tutto «destituito di fondamento». Prudenti sulla vicenda sono stati anche il figlio della Betancourt, Lorenzo, e l'ex marito Fabrice Delloye, che ha parlato di «notizie giornalistiche». Yolando Pulecio, madre di Ingrid, ha dichiarato di non avere «informazioni diverse da quelle che circolano sulla stampa, ma spero proprio che corrispondano a verita». «Spero che sia vero che si trovi già in Venezuela - ha auspicato - già questo basterebbe a farmi tirare un sospiro di sollievo, visto l'esito delle recenti operazioni lanciate dall'esercito colombiano per liberare altri ostaggi». La signora Betancourt ha riferito di non avere «avuto alcun contatto con le autorità venezuelane o colombiane». Nel febbraio scorso, fra l'altro, lo stesso presidente colombiano Alvaro Uribe aveva sostenuto in una intervista con il quotidiano francese «Le Figaro» che «la Betancourt è trattenuta in un paese vicino», un particolare a cui poco dopo Ivan Marquez, membro del segretariato delle Farc, ha replicato sostenendo che «l'ipotesi non sta né in cielo né in terra». Due giorni fa, nel corso del suo tradizionale programma settimanale Alò Presidente, Chavez aveva trattato la questione dell'accordo umanitario fra il governo di Uribe e le Farc, sostenendo che «vorrei avere una conversazione politica con i comandanti guerriglieri della Colombia, ascoltarli. Ho parlato con alcuni di loro che sono ve