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Manifestazione Al corteo di Cosenza anche la madre di Giuliani e il parlamentare Francesco Caruso

No global, in diecimila contro il processo

COSENZA I no global raddoppiano e così, come nel 2002, si ritrovano nuovamente a Cosenza per manifestare la loro protesta contro il processo a 13 esponenti della rete del Sud ribelle, imputati per associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 a Genova e Napoli.

E come in quella occasione il risultato è una festa popolare alla quale non rimangono estranei neanche i cosentini.
In almeno diecimila, secondo fonti della Questura, si sono ritrovati ieri alla stazione ferroviaria Vaglio Lise, per dare vita al corteo di protesta contro le richieste di condanna avanzate dal pm Domenico Fiordalisi per i 13 imputati del dibattimento, giunto alle battute conclusive.
Il luogo di ritrovo scelto dai promotori del movimento Liberi tutti è lo stesso di sei anni fa, quando la protesta scattò dopo gli arresti. «Siamo sempre sovversivi», lo slogan usato stavolta e scritto sullo striscione che apre il corteo. Dietro migliaia di persone, rappresentanti istituzionali nazionali e locali, associazioni, movimenti, partiti, sindacati e anche gli ultras di alcune squadre di calcio. Ci sono alcuni imputati, tra i quali il parlamentare del Prc Francesco Caruso e Luca Casarini. C'è Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il giovane ucciso a Genova durante il G8. Ci sono Oreste Scalzone e Silvia Baraldini; Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale Cobas; Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, e Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex portavoce del Genova Social Forum.
Tante le bandiere così come gli striscioni. Su uno ci sono alcune foto degli scontri di piazza di Genova e sotto la scritta «pm Fiordalisi. I colpevoli». «La montatura giudiziaria deve cadere» è scritto su un altro. E ancora: «Genova-Cosenza i processi non ci fermano». Uno ha un taglio localistico: «La Calabria è bella se si ribella».

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03/02/2008










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