E come in
quella occasione il risultato è una festa popolare alla
quale non rimangono estranei neanche i cosentini.
In
almeno diecimila, secondo fonti della Questura, si sono
ritrovati ieri alla stazione ferroviaria Vaglio Lise, per
dare vita al corteo di protesta contro le richieste di
condanna avanzate dal pm Domenico Fiordalisi per i 13
imputati del dibattimento, giunto alle battute conclusive.
Il luogo di ritrovo scelto dai promotori del movimento
Liberi tutti è lo stesso di sei anni fa, quando la protesta
scattò dopo gli arresti. «Siamo sempre sovversivi», lo
slogan usato stavolta e scritto sullo striscione che apre
il corteo. Dietro migliaia di persone, rappresentanti
istituzionali nazionali e locali, associazioni, movimenti,
partiti, sindacati e anche gli ultras di alcune squadre di
calcio. Ci sono alcuni imputati, tra i quali il
parlamentare del Prc Francesco Caruso e Luca Casarini. C'è
Heidi Giuliani, la madre di Carlo, il giovane ucciso a
Genova durante il G8. Ci sono Oreste Scalzone e Silvia
Baraldini; Vincenzo Miliucci, dell'esecutivo nazionale
Cobas; Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della
Fiom-Cgil, e Vittorio Agnoletto, eurodeputato ed ex
portavoce del Genova Social Forum.
Tante le bandiere
così come gli striscioni. Su uno ci sono alcune foto degli
scontri di piazza di Genova e sotto la scritta «pm
Fiordalisi. I colpevoli». «La montatura giudiziaria deve
cadere» è scritto su un altro. E ancora: «Genova-Cosenza i
processi non ci fermano». Uno ha un taglio localistico: «La
Calabria è bella se si ribella».
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03/02/2008