I genitori del
piccolo Davide, nato a Foggia un mese fa e affetto dalla
sindrome di Potter che gli impone dialisi quotidiane per
sopravvivere, hanno accolto con sollievo la decisione del
Tribunale per i minorenni di Bari che ieri li ha
reintegrati nella potestà genitoriale. Era stata tolta loro
il 10 maggio scorso quando i magistrati minorili avevano
deciso di intervenire d'urgenza poichè, di fronte alle
gravi menomazioni del piccolo nato senza reni ed ureteri, i
genitori avevano tentennato rispetto all'ipotesi di
trasferirlo in un ospedale barese per sottoporlo a dialisi.
«Abbiamo apprezzato il provvedimento, ci adopereremo a
quanto prescritto anche perchè le prescrizioni non
contrastano con i nostri desideri», hanno fatto sapere
tramite il loro avvocato, Michele Vaira. Il legale sulle
sanzioni prospettate dai giudici nel caso di non
ottemperanza a quanto prescritto, minimizza. «Si tratta di
formule di stile che non aggiungono nulla», dice,
precisando che «il papà e la mamma di Davide sono convinti
di fare il bene del figlio».
Intanto, la coppia che
vive in provincia di Foggia con gli altri due figli di sei
anni e 18 mesi, si è trasferita a Bari per potere essere
vicina al bimbo, ricoverato nell'ospedale pediatrico
Giovanni XXIII. Davide ha compiuto un mese lo scorso 28
maggio e pesa circa due chili e 400 grammi. Le sue
condizioni, dicono i medici, sono stazionarie. Il padre ha
fatto sapere che per poter essere vicino al bambino
chiederà allo stabilimento Fiat di Melfi (Potenza) dove
lavora un congedo per paternità.
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01/06/2008