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«No al sesso senza amore e alla brama di potere»

Rodolfo Lorenzoni
Basta con i falsi dei, con gli idoli che portano alla morte e allontanano dalla vera vita. Benedetto XVI si rivolge ai ragazzi della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney con un forte monito morale, invitandoli a rifuggire dalle tre tentazioni che li minacciano: i beni materiali, l'amore possessivo, il potere.

Perchè concentrarsi sulla ricchezza, sul sesso e sulla brama di dominio significa distaccarsi da Dio e abbandonare quell'unica vita virtuosa che può condurre alla felicità.
Si richiama alla celebre parabola del figliol prodigo, Benedetto.
E da teologo spiega ai giovani della Comunità di recupero dell'Università di Notre Dame il suo significato profondo: saper tornare sui propri passi e recuperare il tempo perduto nel seguire i falsi idoli. «È facile nella nostra società essere ingannati da quanti sostengono un approccio permissivo alla sessualità - ha osservato il Papa - ma se non si presta riguardo alla modestia, al rispetto di sè e ai valori morali ciò significa adorare una falsa divinità». La sessualità disgiunta dall'amore autentico diviene un feticcio che solo apparentemente può condurre verso la felicità. E lo stesso si dica del potere, perchè secondo Benedetto «se utilizzato in modo appropriato e responsabile ci permette di trasformare la vita della gente; a patto però di rifuggire la tentazione di sfruttare l'ambiente naturale per interessi egoistici».
Le giornate di questa XXXIII Gmg australiana per il Pontefice sono fittissime di impegni: incontri con le autorità, bagni di folla con i giovani pellegrini, Via Crucis, ma anche vertici interreligiosi di carattere ecumenico. Come quello di ieri nella cattedrale di St. Mary's di Sydney, al quale hanno preso parte una cinquantina di leader di tutte le religioni: ebrei e musulmani, anglicani e luterani, sotto il segno del rispetto reciproco. Con un senso e un messaggio finale chiarissimi: la religione deve essere un'opportunità di pace, una testimonianza di amicizia e di convivenza e non di odio, smentendo tutti coloro che sostengono che la varietà delle fedi sia fonte di contrasti tra i popoli.
«In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza - ha spiegato in merito il Papa - le nazioni e le comunità attraverso le religioni possono risolvere i conflitti con strumenti pacifici e nel pieno rispetto della dignità umana». Come del resto è accaduto e continua ad accadere proprio in Australia, dove la religione è alla base della fondazione di molte istituzioni educative e formative che riescono a coinvolgere trasversalmente tutti i settori della società. Ma ciò per Benedetto non significa nascondersi che l'ecumenismo è arrivato a un punto di crisi e di possibile rottura, specialmente se si pensa alle vicende dello scisma latente dei 300 vescovi Tradizionalisti Anglicani della Chiesa d'Inghilterra. In proposito l'inquietudine traspare anche dalle parole del direttore della Sala Stampa Vaticana, che si fa interprete delle preoccupazioni del Santo Padre.
«L'ecumenismo ha una base comune, sulla quale ci stiamo muovendo, ma anche una meta, la piena comunione, che vediamo non essere facile da realizzare - ha dichiarato ieri padre Lombardi - In questo senso il Papa vede le situazioni con onestà e chiarezza e si esprime di conseguenza».
La terra australiana sta comunque tributando al Papa un'accoglienza straordinaria. Sydney è letteralmente invasa da mezzo milione di ragazzi, e tutto il Paese è attraversato da un entusiasmo che i giornali locali definiscono senza precedenti. Peraltro questa Giornata Mondiale della Gioventù sta riscuotendo un forte interesse anche nel resto del pianeta e in Italia.
Ieri mattina la diretta trasmessa da RaiUno e curata dal Tg1 ha ottenuto uno share superiore al 30 per cento ed è stata seguita da oltre un milione di telespettatori.

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19/07/2008










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