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Il Consiglio dei Ministri li ha varati ieri e ora attende, per metà settembre, il placet di Bruxelles

Immigrazione, pronti tre decreti

Gaetano Mineo
Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre decreti legislativi, proposti dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in tema di sicurezza e immigrazione. Ma prima del loro varo definitivo, i testi sono stati inviati nella stessa mattinata di ieri a Bruxelles per ricevere «eventuali suggerimenti» dalla Commissione Ue.

L'approvazione definitiva dei decreti in questione (hanno già superato il parere delle commissioni parlamentari), arriverà dopo la «verifica informale» della Ue, a metà settembre.
I tre decreti legislativi - che erano stati proposti in prima battuta nel primo Cdm di Napoli, il 25 maggio scorso - contengono modifiche ai provvedimenti che hanno recepito le direttive Ue sui ricongiungimenti familiari, sul diritto alla libera circolazione dei cittadini comunitari e sullo status di rifugiato.
Stretta sui ricongiungimenti - Vengono ristretti i ricongiungimenti con l'introduzione del test del dna.
Senza reddito scatta allontanamento - Il comunitario può stare in Italia per più di tre mesi sol se dimostra di avere un reddito sufficiente derivante da attività lecite. E ha l'obbligo di denunciare la sua presenza con nome e dimora.
Allontanamenti più facili - Vengono inoltre ampliati i motivi che consentono l'allontanamento immediato dei cittadini Ue per «motivi imperativi di pubblica sicurezza»: essi sussistono se non ha denunciato la sua presenza o ha tenuto comportamenti che costituiscono una «minaccia concreta, effettiva e grave».
Restrizioni per richiedenti asilo - Per i richiedenti asilo introdotte restrizioni alla libera circolazione in Italia.
«In una materia assai delicata - ha affermato Maroni - è stato adottato il testo finale che recepisce tutte le proposte di modifica fatte dal Parlamento, tranne quella relativa ai limiti di reddito per il ricongiungimento familiare».
Intanto, nel tardo pomeriggio di ieri il commissario Ue alla giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, ha ricevuto a Bruxelles i testi dei tre decreti legislativi. Secondo fonti della stessa Commissione Ue, la notifica preventiva del governo Berlusconi «appare come un segno della volontà di rispettare la legislazione europea, di cui apprezziamo tutto il valore».
D'altronde, non è una cessione di sovranità, ma una concreta offerta di collaborazione alla Ue, quella messa in campo dal governo Berlusconi per il varo dei decreti sullo status di rifugiato, sul diritto al ricongiungimento familiare e sulla libera circolazione dei cittadini Ue.
La mossa di Maroni viene ben accolta anche dall'opposizione, a sentire Maria Paola Merloni (Pd): «Apprezziamo l'annuncio del ministro dell'Interno».

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02/08/2008










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