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Grazia Maria Coletti g.coletti@iltempo.it Quasi un ...

Grazia Maria Coletti
g.coletti@iltempo.it
Quasi un automobilista su due guida sotto l'effetto di stupefacenti o alcol. Il prefetto di Verona sforna gli allarmanti risultati sui primi test effettuati sotto le tende, in un'area riservata accanto ai posti di blocco, voluti dal sottosegretario Giovanardi per contrastare l'abuso di alcol e droga tra chi guida.

E un brivido attraversa il 50 per cento degli italiani, che ora sanno di non potersi fidare dell'altra metà al volante. Mentre la cronaca, l'ennesima di un'escalation di incidenti causati da drogati o ubriachi, o l'una e l'altra cosa insieme, conferma la statistica. Come è successo anche l'altra notte in Puglia, la regione dove il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, a capo del Dipartimento per le politiche antidroga, vorrebbe subito estendere i controlli: un vigilante è morto nel Barese ad Altamura, a bordo dell'auto di servizio, distrutta da un ventitreenne «strafatto» di cocaina e alcolici, che gli è piombato addosso con la sua Audi.
Nel Veronese, dove la notte tra venerdì e sabato è andata in scena l'operazione «Drug on street», per fortuna, nessun incidente. Ma ai posti di blocco il 45% di un'ottantina di persone controllate da medici e Polstrada, nei due punti allestisti a Peschiera del Garda e Verona, è risultato positivo ai ceck anti alcol e droga, estesi per la prima volta a livello nazionale, dopo un anno di sperimentazione nel Veronese. Eccoli. Il 70% aveva assunto alcol prima di mettersi alla guida, un 30% droga, o anche droga e alcol insieme, soprattutto cocaina e derivati della cannabis. I dati sono in linea con il trend riscontrato l'anno precedente nel Veronese, quando un 47,5% delle persone fermate risultò positivo.
Tra gli automobilisti fermati solo quelli sospettati sono stati sottoposti agli esami delle urine, del sangue (facoltativi) e test neurologici. Nel punto mobile di Verona, il caso più eclatante. Nel corso della notte è stato controllato un automobilista, che aveva nel sangue una percentuale di alcol di 3,15 microgrammi per millilitro, quando il tasso consentito non può superare lo 0,5.
«Ai tre microgrammi si è praticamente in coma etilico - ha spiegato Giovanni Serpelloni, direttore del Centro politiche antidroga che dipende dal sottosegretario Carlo Giovanardi, presente durante le operazioni -. È un caso limite». All'automobilista è stata immediatamente sequestrata l'auto e ritirata la patente.
Giovanardi si dice «soddisfatto», parla di «risultati straordinari, che devono portare, e già lo fanno, a un calo della mortalità sulle strade». E promette di esportare al più presto il modello in tutta Italia. Ma si partirà dalla Puglia, secondo Giovanardi, la regione dove si dovrebbero estendere in breve tempo gli ulteriori controlli. Anche perché «in Puglia - sottolinea - la moda dello "sballo" sta arrivando proprio ora, come testimoniano le percentuali di mortalità del sabato sera, che sono identiche a quelle del nord». Ieri, l'ennesima, tragica conferma. Lo proporrà subito, alla prossima conferenza Stato-Regioni. E i fondi? «Si tratta di un modello che non porta costi aggiuntivi - dice -perché è fondato sulla collaborazione».

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31/08/2008










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