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Botta e risposta D'Alema-Frattini

Andrea Riccardi
La sinistra critica. Dopo l'audizione del ministro deglI esteri Frattini alle Commissioni esteri di Camera e Senato esponenti dell'opposizione alzano i toni. «Pur sostenendo le iniziative avanzate a livello internazionale, nell'intervento del ministro Frattini scorgo delle considerazioni contraddittorie: è difficile avallare l'azione israeliana e, contemporaneamente, sostenere l'operato egiziano che, di fatto, punta a un confronto con Hamas», sottolinea l'ex ministro degli Esteri del governo Prodi, Massimo D'Alema.

«Nessuno - prosegue D'Alema - discute il diritto all'autodifesa di Israele, tuttavia è evidente una certa sproporzione tra l'offesa ricevuta e la reazione di questi giorni». Poi D'Alema tocca il tasto più delicato: «Non bisogna mai dimenticare che Hamas ha vinto le elezioni, una delle poche tornate elettorali controllate e certificate dalle organizzazioni internazionali, e che rappresenta una parte importante del mondo palestinese: è impossibile avere una pace senza un qualche coinvolgimento di questa forza».
Immediata la risposta di Frattini. «Credo che attualmente Hamas sia parte del problema, non parte della soluzione». «Ciò non esclude - ha però aggiunto - « che non debba continuare il ruolo di mediazione egiziano». Secondo Frattini, «il rifiuto di Hamas di partecipare a una riunione convocata alcune settimane fa è il prodromo a una dichiarazione che si apprestano a fare, dopo il 9 gennaio». Abu Mazen, ha anticipato, sarà dichiarato da Hamas «ex presidente dell'Autorità nazionale palestinese e semplice segretario di Fatah.Questo - ha detto Frattini -la comunità internazionale non lo può consentire». Se «accetteremo una deligittimazione del presidente Abu Mazen da parte un'organizzazione estermistica e che non vuole la pace faremmo un errore».

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31/12/2008










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