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Roma, aurelio: massacrato per le rate del condominio

Ucciso e messo in valigia
Romeni ancora colpevoli

Ammazzato con una martellata sulla fronte, rapinato di quello che aveva in tasca e messo in valigia come un pacco. Per un debito di condominio di 400 euro. A Roma terrore e morte tornano a far rima con "romeni".

Aurelio, trovato cadavere in valigia. Foto Gmt Stavolta però c'è di più. La vittima scoperta ieri pomeriggio dalla polizia era un pacifico amministratore di condominio di 63 anni, Giovanni Santini, piccolo di statura, grande di cuore. I carnefici sono due romeni, marito e moglie, di 30 anni e con tre figli, dalla perfetta sintonia omicida, lucida e laboriosa. Alla morte della vittima hanno fatto seguire la rapina di circa mille euro e una messinscena da veri killer oltraggiando il corpo del poveretto: gli hanno rotto l'osso del collo, spinto il capo su una spalla, spezzato le gambe piegandole e sollevandole fino al petto, poi hanno coperto il corpo con una busta infilata dall'alto fino a al busto rinchiudendo il cadavere in un trolley da viaggio che avrebbero buttato chissà dove.

E infine, i due coniugi hanno ritenteggiato di bianco le pareti dell'appartamento, imbrattate dagli schizzi di sangue per le martellate sperando di nascondere le tracce rosse. Loro si chiamano Gabriel Ujica Mihai e Georgica Nikita, genitori di tre figli sotto i dieci anni, due dei quali vivono con alcuni parenti nella Capitale e una con loro. All'Aurelio, della coppia killer nessuno parla male. Da circa sei mesi risiedevano in via Urbano II, nell'ex appartamento del portiere, un vecchio edificio separato dalla palazzina, composto da camera cucina e bagno. Lei, fisico asciutto, volto gradevole, i capelli neri raccolti in una coda di cavallo, da quasi due anni lavorava come cameriera nel ristorante «Lo Chef» che si trova proprio di fronte casa, sull'altro lato del marciapiede. Di lui sanno poco, qualche volta faceva il muratore.


Giovanni Santini ha sempre fatto l'amministratore di condominio: in zona ne gestiva nove. Tutti lo descrivono «buono, gentile, sempre disponibile e compensivo».
L'altro ieri alle 14 Santini non si presenta a un appuntamento col portiere di un altro stabile: deve prendere le chiavi del vano caldaie di un condominio e inoltre deve fare il giro da certi inquilini per riscuotere il mensile. Il portiere è sorpreso ma non dà un ecccessivo peso all'appuntamento mancato. Col passare delle ore, però, a casa Santini, non molto distante da lì, la moglie Laura (dipendente di un laboratorio medico) e la figlia Emanuela, 30 anni, cominciano a preoccuparsi. È strano che non abbia chiamato, deve essere successo qualcosa. La sera la preoccupazione diventa paura. I familiari si presentano al commissariato Aurelio diretto da Federico Gazzellone e raccontano dell'insolita sparizione dell'uomo.

Partono le ricerche. Le pattuglie girano la zona, si sono fatti dire quali condominii Santini gestisce. E li passano al setaccio. Dopo qualche ora trovano la sua auto, una Micra, parcheggiata a due passi da via Urbano II. In mattinata la figlia guarda nel computer del padre: con la sua professione sicuramente Giovanni Santini avrà scritto gli appuntamenti che aveva, dove, con chi e a che ora. Esce fuori l'incontro coi coniugi romeni in via Urbano II. Inoltre, in casa Santini arriva la telefonata di un amico dell'amministratore che conferma ai familiari dell'incontro fissato con la coppia romena. La loro storia infatti è nota. Sono mesi che i romeni non pagano affitto (la proprietà della casa dove vivono è del condominio) e condominio.

La figlia Emanuela passa la notizia alla polizia. Gli agenti si precipitano a casa. Sono le 14. I due fanno resistenza. Aperta la porta gli agenti si accorgono della tinta fresca sulle pareti e di una valigia che sembra scoppiare. Dentro c'è il corpo di Giovanni Santini. La donna avrebbe subito confessato: «Eravamo indietro coi pagamenti. Quando è venuto gli ho aperto la porta e l'ho colpito sulle fronte». I due sono stati portati in Questura negli uffici della Squadra mobile alla presenza anche del magistrato.

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Fabio Di Chio

22/02/2009










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