. La verità che ruota attorno al presunto commercio di ovocidi tra Israele e la Romania è di tutt'altro sapore. Il professor Severino Antinori, pioniere da più di 40 anni della fecondazione assistita e oggi presidente della World Association of Reproductive Medicine (Warm), è convinto che «bisogna essere cauti prima di parlare di "traffico" di ovociti. Io conosco i ginecologi israeliani e so che sono molti seri nel loro campo, sono delle persone splendide: forse tutta la vicenda è frutto della "gelosia" degli specialisti romeni». L'arresto di una trentina di persone avvenuto a Bucarest, con l'accusa di aver intascato fra i 15 e i 20 mila euro per la vendita a coppie provenienti dall'estero di ovuli espiantati da giovani donne, non convince il professore. «È tutta una montatura. La realtà di questa denuncia - spiega Antinori - è legata al gruppo degli spagnoli, che vogliono screditare quel Paese. È tutto fatto apposta per far sì che le coppie non vadano più in Romania ma possano usufruire delle strutture spagnole o del Belgio», dice il presidente del Warm. «L'ovodonazione, se fatta moralmente, ha un grande valore - conclude Antinori - e ad esempio proprio in Spagna è molto utilizzata. Occorre fare attenzione davanti a notizie come questa, perché sotto a esse potrebbe nascondersi anche la volontà, da parte di qualche gruppo integralista cattolico, di condannare queste pratiche».
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21/07/2009