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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Nuova polemica Italia-Malta, poi il barcone approda in Sicilia. Gli immigrati: ottanta ore in mare tra freddo e mare. Su 300 uno non ce l'ha fatta.
RAGUSA - Oltre ottanta ore di navigazione, se così si può dire. A tratti con mare in tempesta, sbalzando 17 metri un barcone con a bordo 300 clandestini: 225 uomini, 46 donne, di cui 4 in stato di gravidanza e 29 bambini. C'è anche un morto, un uomo che non ce l'ha fatta ad arrivare nel porto ragusano di Pozzallo assieme ai suoi compagni di sventura. Uno di loro, trentenne, durante lo sbarco a terra sussurra: «Sono scappato dal mio paese dove ho lasciato la famiglia con la speranza di trovare il lavoro qui». E sembra animato da una grande fede: «Adesso non ho niente tranne la speranza che arriverà anche dalle mie parti il sole».
Dunque, un'ennesima odissea nel canale di Sicilia. Già arrestati in Libia due degli scafisti che hanno organizzato l'ennesima tragedia. Inevitabili le polemiche sulle responsabilità, in particolare tra Malta e Italia. Rimpallo di norme e competenze che alla fine pone ancora una volta il nostro Pese in prima linea. Lo stesso ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha inviato una task force per dar man forte ai soccorsi nel centro di accoglienza di Pozzallo. «L'Italia come sempre ha fatto tutto il suo dovere», ha dichiarato, invece, il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha aggiunto che l'Ue ha accolto «quasi tutte le richieste italiane» sulla questione dell'immigrazione. Come dire, non saremo più soli ad avere sul groppone l'annosa questione. Ma torniamo alla cronaca.
Gli emigranti sono partiti dalle coste libiche e l'odissea era già iniziata venerdì con un Sos proveniente dal barcone che si trovava in difficoltà a causa delle cattive condizioni del mare nel golfo della Sirte, in zona di competenza non italiana. L'allarme era stato raccolto da alcuni parenti eritrei degli immigrati residenti in Italia che avevano subito allertato il comando generale della Capitaneria di porto. L'imbarcazione era poi entrata in acque Sar (zona regolata da una Convenzione internazionale) di competenza maltese. Sempre venerdì, la sera il barcone era stato affiancato dalla petroliera italiana «Antignano», che ha prestato soccorso agli immigrati fino a ieri pomeriggio quando la caretta è stata raggiunta da due motovedette della Capitaneria di porto di Catania, dal rimorchiatore civile d'altura «Kerop», dalla nave «Corsi» della marina militare e da una motovedetta della Gdf che hanno trasferito gli extracomunitari a terra.
Due i momenti in cui sono sbarcati gli immigrati: alle 17 circa, i primi 110, tra cui la vittima; alle 19 circa i restanti 190. Per le autorità maltesi, infine, non c'è stato nessun abbandono dei clandestini. «Malta non ha ignorato il barcone - ha spiegato il portavoce delle forze Armate maltese, maggiore Ivan Consiglio - il coordinamento del primo soccorso spettava all'Italia». Poi ha concluso: «I clandestini si sono rifiutati di essere trasbordati ieri (domenica, ndr) sera sul nostro pattugliatore: non volevano aiuto da Malta, era loro intenzione raggiungere l'Italia».
Gaetano Mineo
27/10/2009