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Argilla «casereccia», 16 indagati

argilla Traffico illegale di argilla per discariche, denunciate 16 persone.

L'indagine della Polizia Provinciale, diretta dal colonnello Attilio Novelli, è partita il mese scorso da un semplice controllo, quando nei pressi di borgo Sabotino è stato fermato un camion che trasportava argilla. Proprio attorno alla provenienza e l'utilizzo di questo materiale si sviluppa l'inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Miliano e Giancristofaro, che si suddivide in più filoni. Il primo si riferisce a quello che Novelli ha definito "business dei terreni da scavo", un giro d'affari per centinaia di migliaia di euro. Sul registro degli indagati sono iscritti al momento 16 nomi, di tre trasportatori, 6 titolari di società che costruiscono gli invasi per le discariche gestite da "Indeco" ed "Ecoambiente" e 7 proprietari di terreni da cui è stata estratta l'argilla mentre i sigilli sono scattati per quattro appezzamenti di terreno per un totale di 18 ettari, situati tra borgo Montello e borgo Santa Maria. Il reperimento del materiale da parte delle società appaltatrici deriva dalla necessità di costruire dei nuovi invasi per la raccolta dei rifiuti nelle discariche di Borgo Montello e l'argilla serve proprio per impermeabilizzare il fondo e le pareti. Invece di acquistarla presso punti autorizzati, vista l'assenza di cave in provincia di Latina, avrebbero deciso di reperire il materiale fuori mercato, risparmiando non solo sui costi ma anche sul trasporto. L'argilla, che dovrebbe essere scarto di altri lavori, veniva direttamente presa scavando nei terreni agricoli: i proprietari degli appezzamenti avrebbero ricevuto miglioramenti fondiari senza pagare, e in realtà si continuava a scavare e trasportare il materiale, senza tener presente le nuove disposizioni della legge 186 sul Testo Unico Ambientale, modificata nel 2008. Il meccanismo era semplice: gli operai spostavano il terreno, scavavano anche ad un profondità di cinque o sei metri, estraevano l'argilla e la portavano in discarica. In più, per ottenere i lavori, i proprietari dei terreni avrebbero dovuto rivolgersi a società iscritte all'albo di gestione ambientale. Le sedici persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica in concorso tra loro e a vario titolo per reati in materia urbanistica ed ambientale, mentre da via Ezio non si escludono nuovi risvolti rispetto al altri filoni d'indagine. Secondo gli accertamenti il piano di gestione sarebbe stato comunicato al Comune. Da piazza del Popolo era anche stata contattata l'Arpa, che secondo la nuova legge però, non è più tenuta ad acquisire parere preventivo. Da precisare che i titolari di Indeco ed Ecoambiente non risultano coinvolti nell'inchiesta.

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Mariangela Campanone

19/11/2009

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