In sintesi è questo il verdetto della riunione che si è svolta lunedì sera, in cui i massimi dirigenti della società che fa capo al presidente Ragonesi erano chiamati ad esprimersi su come uscire da una situazione critica fatta di sconfitte casalinghe, malesseri nello spogliatoio ed eccessi di nervosismo. In particolare andava valutata la posizione di Luca Trionetti, Andrea Moscianese e Maurizio Veglianti, i tre giocatori che, per motivi prevalentemente comportamentali, erano stati esclusi all'indomani della sconfitta a domicilio contro la Fiorentina e alla vigilia della trasferta di Prato. La linea che ha prevalso è stata quella di rinnovare la fiducia, seppur a tempo determinato, all'allenatore e ai giocatori, come spiega il team manager Sergio Fontana: «In questo momento credo che non sia opportuno intervenire con la spada, vogliamo dare un'altra opportunità a questo gruppo che con la vittoria di Prato ha dato prova di possedere molte risorse sia tecniche che caratteriali. Ora dovranno dimostrarci di saper vincere anche in casa e non solo in trasferta. D'altronde se la squadra lontano dal PalaMalè finora ha sempre vinto, anche su campi difficili, giocando spesso anche un'ottima pallacanestro, vuol dire che le qualità ci sono e non si capisce quindi perché non debbano venire fuori anche quando giochiamo in casa». Fiducia quindi a tutto il gruppo, compresi i tre giocatori che avete messo, per così dire, in castigo? «Trionetti, Veglianti e Moscianese da martedì hanno ripreso ad allenarsi regolarmente e quindi continuano a tutti gli effetti a far parte della squadra. In settimana ci sarà un faccia a faccia tra la società, lo staff tecnico e tutti i giocatori, non solo i tre prima citati, in cui cercheremo di capire da ognuno di loro quali sono i problemi che stanno incontrando in questo momento per cercare di trovare la soluzione più appropriata». Se, facendo i debiti scongiuri, domenica prossima contro Figline Valdarno dovesse arrivare la quinta sconfitta consecutiva al PalaMalè, quali provvedimenti prendereste? «È un'ipotesi che non voglio neanche prendere in considerazione, perché sono convinto che la squadra sfornerà una grande prestazione, ma qualora dovesse materializzarsi il quinto ko interno allora vorrebbe dire che abbiamo sbagliato completamente a costruire la squadra e le colpe ricadrebbero in primis su noi dirigenti che abbiamo condotto la campagna acquisti». Certo rivoluzionare la squadra non è possibile, visto che il regolamento consente di effettuare al massimo due nuovi acquisti (uno entro la fine del girone d'andata e un altro prima che termini la stagione regolare), ma un paio di innesti mirati non potrebbero risolvere, almeno in parte, i problemi? «L'ipotesi mercato rimane sempre in piedi, continuiamo a guardarci intorno anche se fenomeni all'orizzonte non se ne vedono. Sono convinto che la squadra possa disputare un campionato eccellente così come è stata strutturata, anche perché il livello del campionato non è certo trascendentale». A. M.