Così anche Rieti si ritrova immersa nel clima del G8 de L'Aquila. È accaduto ieri, quando il leader libico, in rappresentanza dell'Unione Africana, ha deciso il percorso della Salaria e non l'autostrada A24, per ricongiungersi, da Roma, al resto dei capi di Stato. Gheddafi, notoriamente, non ama transitare su strade con gallerie e così il passaggio in Sabina si è reso obbligato. La Salaria è diventata improvvisamente blindatissima. Decine di pattuglie sono state dispiegate dal raccordo anulare sino alle porte di Coppito. Il coordinamento locale è stato svolto dal prefetto di Rieti, Silvana Riccio, che si è portata in strada a verificare che tutto si svolgesse per il meglio. Ma le ricadute reatine del G8 non sono state soltanto queste. Per una prevedibile carenza di strutture ricettive da parte di L'Aquila, il capoluogo sabino e anche alcuni paesi limitrofi, stanno ospitando da giorni delegazioni di giornalisti, accompagnatori, forze dell'ordine. Nei ristoranti e negli alberghi si registra il tutto easurito e anche qui da noi sono stati impostati dei protocolli da rispettare. Per la città è una buona occasione e forse qualche albergo in più sarebbe cosa buona e giusta. Andrebbe ristudiata una strategia dell'accoglienza che, nei posti-letto, è rimasta quella degli anni ottanta. P. D. L.
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10/07/2009