Ognuna di queste fonti, attraverso una determinata apparecchiatura (pale eoliche, celle fotovoltaiche, turbine), genera corrente elettrica o riscaldamento a costo zero, senza inquinare l'ambiente. Molti sono i Paesi e le regioni che hanno adottato tali sistemi innovativi. In Molise si è sviluppata una coscienza ambientalista? Più volte il processo di sviluppo, che avrebbe dovuto portare la regione ad una autonomia energetica ed a conseguenti entrate, è stato rallentato da una politica ostruzionistica. Nella realtà molisana gli impianti attualmente presenti sono di tipo eolico, fotovoltaico e idroelettrico, anche se sul territorio i primi sono quelli più utilizzati.
Ciò è dovuto all'aspetto geologico del luogo, particolarmente ventilato, poiché per installare queste centrali occorre una velocità del vento pari almeno a 5 metri al secondo per produrre energia tale da sostenere i costi di installazione e di manutenzione (relativamente bassa) degli areogeneratori che spesso adornano gli orizzonti. Prima di giungere all'espansione dell'eolico nella piccola regione, si sono riscontrati numerosi problemi, legati alle idee di politici che si opponevano alla creazione di queste centrali aggrappandosi a motivi quali deturpamento ambientale, distruzione di stormi di uccelli migratori, interferenze nella ricezione di onde radio. L'ultima questione si è avuta in merito alla creazione di un impianto eolico in mare; il governo regionale ha deciso di dare infatti parere negativo alla realizzazione della prima centrale eolica offshore d'Italia, il progetto per un parco di 54 pale alte tra i 60 e gli 80 metri da far sorgere in pieno Adriatico, a circa tre chilometri dalla costa tra Vasto e Termoli. Una decisione attesa, visto che il presidente Michele Iorio, sulla scia di un crescente malcontento della provincia, dei sindaci, degli operatori turistici e dell'ex-ministro Di Pietro, aveva già anticipato l'intenzione della giunta di bocciare il progetto. Una probabile rinuncia contro cui le associazioni ecologiste storiche come Legambiente e Greenpeace, contrapposte ai piccoli comitati ambientalisti locali, annunciano battaglia. "Sbaglia la Regione Molise a bocciare il parco eolico offshore, al largo delle sue coste", afferma Edoardo Zanchini, responsabile nazionale Energia di Legambiente. "E' un errore, l'impianto va fatto - aggiunge - e la posizione della Regione è tanto più inaccettabile in quanto la sua è una bocciatura a priori: continua a dire no senza entrare nel merito del progetto".
La proposta è stata rivalutata in un secondo momento con un compromesso tra le parti che prevede l'allontanamento dell'impianto dalla costa. Questa è solo una piccola dimostrazione di come il Molise possa crescere sostenuto dall'intera popolazione sensibile e cosciente nei confronti della preservazione del proprio territorio.
Marcello Baron, Martina CofeliceOREDROB:#++++++@%@
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05/01/2009