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Ecco i mali e le cure della recessione reale in Molise

Rispetto alle altre imprese di altre Regioni, le nostre imprese sanno bene, che il limitato flusso economico della loro produzione, dipende principalmente dall'arretrato assetto del loro sistema di produzione.
A quasi 150 anni dall'Unità d'Italia i numeri parlano chiaro, di una Italia divisa economicamente in due e di una emergenza complessiva del sud.

In Molise la recessione reale si caratterizza nella disoccupazione crescente per i licenziamenti ulteriori e nel notevole ricorso della cassa integrazione; la domanda dei beni di consumo diminuisce per la ristretta richiesta dei consumatori e il decremento del tasso di disoccupazione (dati Svimez).
Se consideriamo inoltre che la crisi di questi ultimi tempi ha aggravato la situazione, portando notevoli disagi; se a questo aggiungiamo poi la diminuzione delle erogazioni statali alle imprese meridionali, calcolata in meno del 37%, si può capire quale sia la situazione attuale del nostro sistema produttivo (dati Confindustria).
Inoltre, gli strumenti destinati al riequilibrio industriale, territorio nazionale (settore industria) rispetto ad oggi hanno visto più che dimezzati sia i livelli di stanziamento che di erogazione.
Esaminando bene la situazione, si può denotare quale siano stati gli strumenti di incentivazione alle imprese, specie quelle della nostra Regione, che insistono su un territorio naturalmente impervio, privo in generale di talune infrastrutture necessarie alla loro operatività ed efficienza.
Se rivolgiamo lo sguardo alle nostre PMI e riflettiamo sui motivi per i quali le autorità di governo disconoscono o rinviano i provvedimenti attesi da tempo, ci viene logico precisare che le PMI rappresentano in campo nazionale la colonna portante del nostro sistema complessivo, che solo nel comparto manifatturiero rappresentano il 90,7% dell'occupazione e il 77,6% delle esportazioni. (dati Confindustria)
I settori maggiormente toccati dalle difficoltà in Molise sono: la filiera conciario-calzaturiera; la tessile-abbigliamento; del legno-arredamento e dell'industria automobilistica; la meccanica strumentale, l'edilizia, l'industria dei manufatti per l'edilizia.
Il nostro apparato produttivo è dispersivo, e rischia di aggravarsi, esso si concentra nella Città capoluogo, ad Isernia, presso Termoli, Venafro e Bojano e in altri centri della Regione. Risulta, ripetiamo, carente in specializzazione, in innovazione, in ricerca e scarso nei valori tecnologici.
Queste sono le modificazioni che bisogna apportare, nel breve termine, se vogliamo uscire dalla grave recessione.
Benedetto Onorato

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05/01/2009










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