Le sue parole sono state chiare, anche se Amato, in un eccesso di «prudenza» non ha voluto citare direttamente Vicenza: «La manifestazione che tutti sappiamo avrà luogo in una città del nord sabato prossimo potrebbe essere l'occasione per saldare spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine». Un pericolo che il ministro ha provato a disinnescare lanciando un appello a tutti i deputati: «Sono sicuro che tutti coloro che siedono in questo Parlamento in quella occasione esprimeranno invece l'atteggiamento opposto». Ma le sue parole serviranno soprattutto a far diminuire il numero dei partecipanti al corteo. In molti, infatti, potrebbero decidere di non andare, per evitare di essere coinvolti in possibili incidenti. E a dar man forte al ministro è intervenuta anche la capogruppo dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro: «Stiamo attenti a non trasformare la manifestazione di Vicenza in un luogo potenziale di cultura eversiva. Sappiamo che in questo paese esiste un importante e democratico movimento pacifista, ma ci sono anche delle frange che si sono infiltrate in questo movimento e possono costituire un pericolo, perché riconoscono l'uso della violenza come un agire politico». Ma le parole di Anna Finocchiaro e del ministro Amato non sono piaciute per niente alla sinistra radicale che ha reagito con dichiarazioni stizzite. Dando ancora una volta la prova della fragilità della coalizione che sostiene Prodi. «Sembra una dichiarazione riferita agli stadi più che alla manifestazione di Vicenza — è stata la replica del sottosegretario allo sviluppo economico Alfonso Gianni, uno degli esponenti del governo «richiamati da Prodi per la sua intenzione di partecipare alla protesta di sabato — Mi stupisce che un uomo prudente e raffinato come Amato abbia scivolato in questa direzione. La manifestazione sarà un'iniziativa pacifica e non un meeting di assatanati contro le forze dell'ordine». Polemico con Amato anche il segretario di Comunisti italiani Oliviero Diliberto, che ha ribadito che sarà al corteo: «L'allarme di Amato relativo alla presenza di gruppi terroristi in Italia è giusto, ma non ha nulla a che fare con la manifestazione di Vicenza. Non c'è alcun rapporto di nessun tipo tra gli arresti dei terroristi, o presunti tali, e la manifestazione di Vicenza». E critiche sono arrivate anche da Paolo Cento, sottosegretario all'economia anche lui nel «mirino» di Prodi per la sua intenzione — poi rientrata — di partecipare al corteo: «Il ministro Amato — ha replicato — dovrebbe prevenire eventuali incidenti, garantire il libero svolgimento della manifestazione di Vicenza ed evitare di contribuire ad alimentare tensioni su una manifestazione che già da troppe parti si vuole strumentalizzare, come dimostra anche la polemica sulla mia presenza a quel corteo». Infine Elettra Deiana, deputata di Rifondazione Comunista, ha attaccato Anna Finocchiaro, definendo «gravi e fuori luogo le affermazioni della presidente dei senatori dell'Ulivo che, sulla scia di analoghe affermazioni del ministro Amato e con una forzatura demagogica ed incauta, accosta fenomeni terroristici a grandi prove di democrazia, come la manifestazione del 17 a Vicenza». In serata il portavoce di Amato ha provato a stemperare i toni: «Il ministro Amato non fa alcun collegamento tra pacifisti che dimostrano e terroristi. Nel suo discorso ha solo invitato tutti alla massima solidarietà verso le forze dell'ordine, contro il rischio di infiltrazioni nel corteo di Vicenza di estremisti non pacifici e ostili alla polizia». politico@iltempo.it