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Il programma Il Cavaliere presenta le «missioni per rilanciare il Paese» Ma avverte: «Non vi aspettate miracoli. Dipende dallo stato dei conti pubblici»

I 7 punti di Berlusconi

Laura Della Pasqua
l.dellapasqua@iltempo.it
Sette missioni per rilanciare il Paese. È il titolo ambizioso del programma del Popolo della Libertà presentato da Berlusconi all'auditorium di via della Conciliazione, alla presenza dei leader dei partiti che fanno parte del nuovo soggetto politico.

Il luogo non deve essere stato scelto a caso giacchè è a un passo da San Pietro e le telecamere lo inquadrano all'arrivo incorniciato al «Cuppolone». E non è stata neppure una scelta causale che a illustrare il programma fosse lui solo, sul podio, lasciando agli altri leader un posto secondario sistemati nelle prime file del parterre; come a ribadire che il leader indiscusso del Pdl è lui solo e il programma è il suo. Manca lo stato maggiore di Forza Italia, in prima fila solo Tremonti e Brunetta autori del programma.
Berlusconi esordisce rimarcando il ritardo di quasi mezz'ora con una battuta ironica: «Scusate ma ho dovuto soccorrere due giornalisti che hanno avuto un malore sotto la mia abitazione» dice tirando un fendente a quei giornali che hanno scritto di un suo malore. «E poi anche io ho voluto fare disinformazione dandovi appuntamento a mezzogiorno ma era mezzogiorno e mezzo». E fa il cenno dell'ombrello con il braccio. Alle sue spalle c'è il simbolo gigante del Pdl e al lato del podio un gruppo di ragazzi con le felpe blu e la scritta «Con Silvio presidente».
Berlusconi spiega subito che il programma è di dodici pagine «non le 280 pagine presentate e mai realizzate dal governo Prodi». Le sette missioni, precisa, «sono un impegno morale nei confronti degli italiani che però non devono aspettarsi miracoli». La realizzazione del programma, spiega Berlusconi, sarà condizionato da una serie di fattori: dalla situazione dei conti pubblici lasciati dalla sinistra, dall'andamento dell'economia internazionale e dalle politiche applicate dalla Ue. C'è però una promessa che non è soggetta a condizioni, ovvero che «non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani e che abbasseremo la pressione fiscale sotto il 40% del pil». Berlusconi passa in rassegna le sette missioni: rilanciare lo sviluppo, sostenere la famiglia, sicurezza e giustizia, i servizi ai cittadini, il Mezzogiorno, il federalismo e l asettima missione è un piano straordinario di finanza pubblica. Ma come finanziare la realizzazione del programma? Berlusconi parla di un piano di digitalizzazione della pubblica amminsitrazione per tagliare la burocrazia, i costi e i tempi per i documenti. Il risparmio sarebbe di oltre 20 milioni d euro l'anno. Poi riapertura dei cantieri chiusi dalla sinistra e incremento delle infrastrutture. «Il 70% delle merci che ora viaggia su strada deve poter andare su rotaia». Ci saranno ricadute anche sull'occupazione con «350 mila nuovi posti di lavoro».
Nel programma c'è posto anche per la politica energetica con la ripresa del nucleare. «Daremo subito incarico per realizzare fonti di energia nucleare» poi i gassificatori e gli impianti per realizzare «l'intero ciclo di smaltimento dei rifiuti». La soluzione per Napoli? «Ci sto ancora pensando» ammette.
Berlusconi promette poi di «coccolare gli imprenditori» che sono stati «terrorizzati» da Visco e Prodi, di «sostenere il made in Italy» e di completare la Borsa lavoro.
Tra le priorità gli aiuti alle famiglie «sostenendo il loro potere d'acquisto». Il primo consiglio dei ministri, annuncia, approverà la detassazione degli straordinari e della tredicesima e l'abolizione dell'Ici». In prospettiva c'è l'introduzione del «quoziente familiare perchè chi ha figli è giusto che paghi meno tasse». Poi la riduzione o abolizione dell'Ici sul latte e altri alimenti per l'infanzia. Il Cavaliere promette alle giovani coppie un piano di edilizia. «Le case non importa se sono grandi basta che siano funzionali» e ricorda che la sua prima abitazione fu di 58 metri quadrati «ma era bellissima perchè pensata bene». Per la sicurezza assicura più poliziotti di quartiere e più Ctp per l'espulsione reale dei clandestini.
Il Cavaliere parla anche delle liste. «Le quote scritte dai giornali non sono vere e non è vero nemmeno che candideremo eline e soubrette. Alle liste cominceremo a lavorare da lunedì». E comunque «l'importante è che in Parlamento ce ne siano trenta bravi, gli altri devono essere presenti dalle nove alle ventuno. Per il resto deovono portare voti».

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01/03/2008










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