Il luogo non deve essere stato scelto a caso
giacchè è a un passo da San Pietro e le telecamere lo
inquadrano all'arrivo incorniciato al «Cuppolone». E non è
stata neppure una scelta causale che a illustrare il
programma fosse lui solo, sul podio, lasciando agli altri
leader un posto secondario sistemati nelle prime file del
parterre; come a ribadire che il leader indiscusso del Pdl
è lui solo e il programma è il suo. Manca lo stato maggiore
di Forza Italia, in prima fila solo Tremonti e Brunetta
autori del programma.
Berlusconi esordisce rimarcando
il ritardo di quasi mezz'ora con una battuta ironica:
«Scusate ma ho dovuto soccorrere due giornalisti che hanno
avuto un malore sotto la mia abitazione» dice tirando un
fendente a quei giornali che hanno scritto di un suo
malore. «E poi anche io ho voluto fare disinformazione
dandovi appuntamento a mezzogiorno ma era mezzogiorno e
mezzo». E fa il cenno dell'ombrello con il braccio. Alle
sue spalle c'è il simbolo gigante del Pdl e al lato del
podio un gruppo di ragazzi con le felpe blu e la scritta
«Con Silvio presidente».
Berlusconi spiega subito che
il programma è di dodici pagine «non le 280 pagine
presentate e mai realizzate dal governo Prodi». Le sette
missioni, precisa, «sono un impegno morale nei confronti
degli italiani che però non devono aspettarsi miracoli». La
realizzazione del programma, spiega Berlusconi, sarà
condizionato da una serie di fattori: dalla situazione dei
conti pubblici lasciati dalla sinistra, dall'andamento
dell'economia internazionale e dalle politiche applicate
dalla Ue. C'è però una promessa che non è soggetta a
condizioni, ovvero che «non metteremo mai le mani nelle
tasche degli italiani e che abbasseremo la pressione
fiscale sotto il 40% del pil». Berlusconi passa in rassegna
le sette missioni: rilanciare lo sviluppo, sostenere la
famiglia, sicurezza e giustizia, i servizi ai cittadini, il
Mezzogiorno, il federalismo e l asettima missione è un
piano straordinario di finanza pubblica. Ma come finanziare
la realizzazione del programma? Berlusconi parla di un
piano di digitalizzazione della pubblica amminsitrazione
per tagliare la burocrazia, i costi e i tempi per i
documenti. Il risparmio sarebbe di oltre 20 milioni d euro
l'anno. Poi riapertura dei cantieri chiusi dalla sinistra e
incremento delle infrastrutture. «Il 70% delle merci che
ora viaggia su strada deve poter andare su rotaia». Ci
saranno ricadute anche sull'occupazione con «350 mila nuovi
posti di lavoro».
Nel programma c'è posto anche per la
politica energetica con la ripresa del nucleare. «Daremo
subito incarico per realizzare fonti di energia nucleare»
poi i gassificatori e gli impianti per realizzare «l'intero
ciclo di smaltimento dei rifiuti». La soluzione per Napoli?
«Ci sto ancora pensando» ammette.
Berlusconi promette
poi di «coccolare gli imprenditori» che sono stati
«terrorizzati» da Visco e Prodi, di «sostenere il made in
Italy» e di completare la Borsa lavoro.
Tra le priorità
gli aiuti alle famiglie «sostenendo il loro potere
d'acquisto». Il primo consiglio dei ministri, annuncia,
approverà la detassazione degli straordinari e della
tredicesima e l'abolizione dell'Ici». In prospettiva c'è
l'introduzione del «quoziente familiare perchè chi ha figli
è giusto che paghi meno tasse». Poi la riduzione o
abolizione dell'Ici sul latte e altri alimenti per
l'infanzia. Il Cavaliere promette alle giovani coppie un
piano di edilizia. «Le case non importa se sono grandi
basta che siano funzionali» e ricorda che la sua prima
abitazione fu di 58 metri quadrati «ma era bellissima
perchè pensata bene». Per la sicurezza assicura più
poliziotti di quartiere e più Ctp per l'espulsione reale
dei clandestini.
Il Cavaliere parla anche delle liste.
«Le quote scritte dai giornali non sono vere e non è vero
nemmeno che candideremo eline e soubrette. Alle liste
cominceremo a lavorare da lunedì». E comunque «l'importante
è che in Parlamento ce ne siano trenta bravi, gli altri
devono essere presenti dalle nove alle ventuno. Per il
resto deovono portare voti».
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01/03/2008