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Chi è Il capo della Protezione civile è romano, ha 58 anni ed è un esperto di malattie tropicali

Il medico che «protegge» l'Italia dai disastri

«Fare squadra» è la parola d'ordine di questo «civil servant», come ama definirsi lo stesso Guido Bertolaso. Una parola ripetuta fin quasi alla noia. E ribadita in ogni emergenza che si è trovato a gestire: dall'organizzazione del Giubileo, la sua prima vera ribalta, al terremoto di San Giuliano di Puglia, dallo Tsunami al black-out che lasciò l'Italia al buio e ai funerali di papa Giovanni Paolo II che richiamarono a Roma 200 capi di stato e 4 milioni di fedeli.

E proprio al papa è legato uno dei suoi ricordi più belli: la foto che lo ritrae accanto a Wojtyla con il pontefice che lo ringrazia per il lavoro svolto in occasione del Giubileo.
Cinquantacinque anni, sposato e padre di due ragazze, una laurea in Medicina e Chirurgia e un master in «Science in Public Health», prima di arrivare alla Protezione Civile, Bertolaso ha svolto per una decina di anni attività di ricerca scientifica nel campo delle malattie tropicali in numerosi paesi dell'Africa e nell' '80 ha creato in Cambogia, in piena guerra civile, l'ospedale italiano di Ta-Pharaya, sul confine con la Thailandia. Dopo alcuni anni alla Cooperazione e Sviluppo e al Dipartimento affari sociali, il salto nel '93 all' Onu, dove diventa vice direttore esecutivo dell'Unicef.
Nel '98 arriva l'incarico di vice commissario per il Giubileo con la responsabilità di tutte le attività operative connesse all'organizzazione degli eventi, compresa la Giornata Mondiale della Gioventù.
E dal 2001 la Protezione Civile. Ora Berlusconi gli ha affidato la questione dei rifiuti, che si somma all'incarico di commissario per l'organizzazione del G8 dell'anno prossimo alla Maddalena che l'anno scorso gli conferì Prodi. Due grane mica da ridere.

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22/05/2008










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