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Fiducia sulla Finanziaria Fini stoppa il governo Berlusconi non ci sta

Un vero è proprio stop al governo. È quello intimato dal presidente della Camera Gianfranco Fini nell'Aula di Montecitorio. Al centro della discussione l'esame della Finanziaria appena licenziata dalla commissione Bilancio. Fini ha chiesto che il dibattito non venga strozzato e, soprattutto, che non si arrivi a porre la questione di fiducia senza che ci sia stata la possibilità di svolgere un approfondito confronto.


«A prescindere dalle considerazioni sul merito, che non spettano alla presidenza della Camera, il fatto che la commissione Bilancio abbia approvato senza alcun emendamento il testo presentato dal governo - ha spiegato - rappresenta un'anomalia rispetto alla prassi. Un'anomalia che deve essere oggetto di valutazione, soprattutto perché qualora il governo ponesse, legittimamente, la questione di fiducia, ci troveremmo in presenza di una situazione politicamente deprecabile, perché si toglie al Parlamento, in questo caso alla Camera, il diritto-dovere di discutere».
Parole alle quali fanno da contraltare quelle del ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito: «Il Governo ritiene sia stato un importante risultato aver modificato la prassi delle sessioni di bilancio degli scorsi anni, presentando un disegno di legge finanziaria di soli 3 articoli. Di fronte a questa innovazione appare del tutto coerente che l'esame in commissione si concluda senza che al testo siano apportate grosse modificazioni». Da San Pietroburgo interviene anche il premier Silvio Berlusconi sencondo il quale «c'è molta difficoltà a capire che l'assalto alla diligenza è finito». Immediata la risposta di Fini: «Tra l'assalto alla diligenza e far discutere il provvedimento alla Camera c'è una bella differenza».

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07/11/2008










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