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Roma

di EMANUELA ZONCU I MURI dell'Esquilino raccontano i flussi di persone.

La comunità latino-americana per esempio utilizza Piazza Vittorio come luogo d'incontro e di passaggio per mettere «in vetrina» spettacoli musicali riguardanti cantanti e artisti latinoamericani in tournée in Italia.

30/10/2007, 15:32:48 - A differenza delle comunità est-europee, più concentrate nei messaggi commerciali, di offerta di servizi o professionali prevalentemente in lingua rumena o russa. I cinesi invece, nonostante facciano la parte del leone per numero di presenze, compaiono di rado. Differente la situazione per quanto riguarda la propaganda politica: dopo i cartelloni italiani compaiono le affissioni in lingua cingalese (Sri Lanka) e bengali (Bangladesh). Sono solo alcuni dei risultati di una ricerca, presentata presso la facoltà di Studi Orientali de La Sapienza, condotta tra aprile e giugno da un gruppo di antropologi - «Gruppo Informale Esquilino Plurale» - in collaborazione con gli orientalisti dell'associazione culturale «VersOriente» nel rione multietnico per eccellenza della capitale, l'Esquilino. Attraverso l'analisi dei cartelloni di carattere politico, commerciale e culturale affissi sui muri di Piazza Vittorio e Via Principe Amedeo, i ricercatori hanno analizzato la presenza dei diversi gruppi etnici, arrivando a una prima conclusione: anche attraverso le affissioni si possono studiare le comunità immigrate. Una prima distinzione riguarda le due zone prese in esame. Il numero dei manifesti affissi in via Principe Amedeo è inferiore rispetto a quello di Piazza Vittorio, 114 unità contro 295 ad aprile e 215 contro 377 a giugno. La «mano» cinese compare perlopiù attraverso annunci scritti al pc su fogli bianchi indicanti l'apertura e l'offerta di servizi di parruccheria, pedicure, e manicure disponibili nei centri di acconciatura di capelli per donne o negli unici due centri di massaggi pubblicizzati. Mentre alle uscite del metrò e alle fermate dei tram e bus si concentrano i messaggi rumeni e russi, che mancano invece nella limitrofa via Principe Amedeo. Di carattere differente è l'approccio dei latino-americani: il riferimento a locali e la carta patinata e a colori dei manifesti denotano il livello del business commerciale dell'utilizzazione di Piazza Vittorio.









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