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Roma

IL PARCO DEL SESSO
UNISCE I POLI

di ALBERTO DI MAJO DIVISI su tutto ma non sul parco del sesso.

Suonerà paradossale ma sinistra e destra non si sono mai trovate così vicine. Varrebbe la pena di organizzare un'assemblea straordinaria per immortalare l'intesa. I due schieramenti hanno ricette particolari per ogni esigenza della comunità: per la crescita economica, le pensioni, il welfare, le periferie, i campi nomadi, la gestione degli ospedali. Anche i Pacs. Ma sugli eros center, case chiuse, parchi dell'amore (ognuno li chiami come vuole) le distanze si accorciano. Eccome. Ma non è tutto. Su questo tema gli esponenti romani della Rosa nel Pugno trovano un accordo inaspettato con Alleanza Nazionale. Forse si tratta di un altro miracolo della premiata ditta Serra-Veltroni. Un mese fa, infatti, il prefetto e il sindaco hanno deciso di installare in via Salaria telecamere anti-prostituzione. Dopo gli esperimenti deludenti (clienti e lucciole hanno semplicemente cambiato zona), la Rosa nel Pugno ha rilanciato un vecchio cavallo di battaglia. Lo spiega il capogruppo comunale Gianluca Quadrana: «Il problema della prostituzione va affrontato gestendo il fenomeno senza criminalizzazioni di sorta. Resto convinto che la cosa migliore sia seguire la strada già sperimentata con successo in alcuni paesi europei, come l'Olanda, la Germania e la Svizzera, che hanno istituito degli eros center dove sotto precise norme sanitarie e legali si può praticare l'amore a pagamento». Una posizione sottoscritta dagli esponenti di An. «Concordo con il capogruppo della Rosa nel Pugno e con la sua proposta - spiega il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma - Le telecamere? Una grande ipocrisia». La soluzione? «Un parco del sesso, ossia una zona attrezzata lontana da ogni centro abitato». Lo segue il capogruppo di An alla Provincia di Roma, Piergiorgio Benvenuti: «Dopo aver constatato che l'installazione delle telecamere fra la Salaria e la Tangenziale non ha prodotto alcun effetto positivo, continuo a sostenere la tesi della riapertura delle case chiuse per arginare il fenomeno della prostituzione in strada». Si vedrà che destino avrà la proposta. In ogni caso ha già un merito: concedere agli elettori una volta tanto il brivido di una piccola (anche se parziale) intesa.









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