Cosa dire poi delle
inferriate che circondano il laghetto interno, in alcuni
punti strappate da terra e poggiate sulla sponda: un vero
pericolo per i bambini, soprattutto per quelli più
avventurosi che si avvicinavano incuriositi all'acqua.
Decadenza piena a Villa Glori con i suoi bidoncini
portarifiuti in metallo rosi dalla ruggine. Poi, le tracce
di consumo di stupefacenti e di rapporti sessuali su
piazzale di Villa Glori alle spalle della grande croce e la
presenza di alcuni sbandati che ne fanno ricovero
temporaneo per farsi qualche bevuta o una dormitina.
«»
uno scempio che dura da decenni - dicono due frequentatori
over 60, marito e moglie - Nessuno ha mai mosso un dito.
La villa è lasciata a se stessa». Lo si vede nei
vialetti malmessi, negli scalini insicuri, nelle aree
recintate perché pericolanti, nella mancanza di potature
delle piante, necessarie per evitare che grossi tralci
cadano all'improvviso, anche sulla testa a qualcuno: lo
testimoniano quei rami imponenti caduti dai grandi pini e
ancora giacenti a terra.
A Villa Torlonia, sulla
Nomentana, infiniti lavori (curati dal X Dipartimento e con
il contributo del ministero dell'Ambiente) hanno restituito
alla fruibilità solo tre strutture, trasformate in ottimi
musei, lasciando ancora in cantiere una larga parte del
parco. Inoltre, la mancanza di sorveglianza e attenzione
guasta l'aspetto della parte aperta al pubblico.
Sui
prati definiti «non calpestabili» da cartelli ben visibili,
si trova gente sdraiata o in languide passeggiate: nessuno
dice nulla. Poi i rifiuti, con cestini stracolmi e mai
vuotati, pattume anche intorno e nelle fontanelle.
Non
mancano tracce di rapporti sessuali e di punti un po'
isolati utilizzati come latrine. Senza considerare chi, per
motivi imprecisati, si infila nella rete dell'area a
cantiere.
A Villa Borghese le tracce del degrado sono
importanti ed evidenti. Una per tutte, la presenza di vere
e proprie discariche.
L'esempio più evidente è accanto
alle uscite del parcheggio sotterraneo su viale del Muro
Torto, al passaggio fra il galoppatoio e l'ingresso delle
auto al parking: cumuli di grandi buste di plastica,
cartoni e altre porcherie. Ieri un gruppo di turisti che
percorreva il marciapiede ha dovuto quasi «attraversare» il
mucchio d'immondizia.
Infine Villa Pamphili che già nel
suo biglietto da visita, lungo viale Leone XIII e
all'interno dell'area, regala visioni di rifiuti vari. Il
vero scandalo è la soprelevata pedonale fra le due zone
verdi del parco. Deturpata da scritte, con i canali di
scolo dell'acqua completamente intasati e colmi di terra:
vi sono nate delle piante che fuoriescono dalle grate.
Assoluto degrado.
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05/05/2008