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Fabio Di Chio f.dichio@iltempo.it Tornano a scattare le ...

Fabio Di Chio
f.dichio@iltempo.it
Tornano a scattare le manette nella sanità romana. Ieri mattina i carabinieri dei Nas hanno arrestato cinque persone accusate di aver truccato l'appalto per la progettazione, realizzazione e gestione del sistema informatico della Asl RmC, l'Azienda sanitaria più grande d'Italia: un affare da 21 milioni di euro in 5 anni.

Le ipotesi di reato sono turbativa d'asta, corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio in concorso. Gli arrestati sono: la responsabile dell'area gestione economica e finanziaria dell'ufficio bilancio della Asl, Annamaria Robustellini, 53 anni; presidente e vice del consiglio d'amministrazione della Insidhe business consulting srl (dove la manager era socia occulta), rispettivamente Piero Vaccari e Carlo De Marino; l'amministratore delegato della H-Elite, Fabio Blasi, 60 anni; il componente esterno della commissione dell'appalto, Claudio Lamberti, che è anche docente del Dipartimento di elettronica, informatica e sistemistica all'Università di Bologna. Indagati pure i sei membri della commissione tecnica Asl: due dirigenti (per sanità territoriale e ospedaliera), tre prof consulenti esterni (c'è anche un docente di Roma Tre) e dal presidente, un dirigente sanitario sempre dell'Azienda. Tutti sono incensurati e il giudice ha concesso loro i domiciliari.
I sospetti dei Nas, comandati dal capitano Marco Datti, sono partiti nei mesi scorsi, prima dell'aggiudicazione dell'appalto (la società indagata non ha incassato un soldo). Nel dicembre 2006, mentre lavorava nella struttura sanitaria di Tivoli, la Robustellini viene contattata dalla AslC. La sua esperienza è notevole. La manager dell'Azienda, Elisabetta Paccapelo, si convince del suo valore professionale. Peccato però che nessuno le dica, Robustellini compresa, che la signora è indagata dalla magistratura di Tivoli per un'altra brutta vicenda legata alla sanità.
Nel gennaio 2007 la dirigente è al suo posto. Partono le procedure per l'appalto. Secondo i militari, la Robustellini sa cosa fare: è stata socia occulta della società Insidhe, la srl capace di mettere ordine nel caos delle Asl. Ma l'appalto presenta i suoi ostacoli: tra le tante caratteristiche che la società-candidata deve avere c'è la grandezza finanziaria, cioè un fatturato milionario. Cosa che la Insidhe non ha. Secondo gli inquirenti, a questo punto la Robustelli diventa garante di un'operazione pensata da un'altra "mente", esterna alla Asl, sul conto della quale le indagini sono ancora in corso. Il piano è semplice: due multinazionali costituiscono una società ad hoc, la H-Elite, fatta apposta - dicono - per rispondere ai requisiti dell'appalto, offrendo servizi convenienti rispetto alle altre due società in gara. Le indicazioni per battere la concorrenza le passa ai suoi compilci la stessa Robustellini al termine di ogni riunione della commissione tecnica Asl: parla con loro al cellulare, o di persona, sotto gli uffici o davanti al bar. In cambio, ai membri interni della commissione la Robustellini avrebbe promesso l'assunzione di persone e vantaggi economici. Alla Insidhe, invece, il favore sarebbe stato ricambiato subappaltandole qualche incarico della Asl.
Risultato. Ottobre 2007: «A seguito della valutazione tecnica dei progetti e dell'apertura delle buste economiche tenutasi ieri (30 del mese, ndr), il raggruppamento temporaneo di imprese guidato da H-Elite, neo-costituita joint venture fra NoemaLife e Almaviva, è risultato primo nella "gara a procedura aperta per la progettazione, realizzazione e gestione del sistema informativo-informatico dell'Azienda Usl Roma C"». Ieri Almaviva ha precisato: «Auspica una pronta conclusione delle indagini in corso per una chiara individuazione delle eventuali responsabilità».

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15/07/2008










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