È infatti l'assessore all'Agricoltura della Regione, Daniela Valentini, ad aver «disegnato» la rivoluzione dei mercati rionali capitolini. Una rivoluzione annunciata dall'assessore stesso ieri mattina alla tavola rotonda sul «Futuro dei mercati rionali» che si è tenuta alla Fiera di Roma. Un'assemblea nella quale la proposta della Valentini, ex assessore al Commercio del Comune di Roma, è stata accolta con favore. «Negli anni si è lavorato molto per la riqualificazione dei 136 mercati rionali della Capitale - ricorda la Valentini all'assemblea - si è lavorato però mercato per mercato e mai pensando a una messa in rete dei plateatici. Adesso, con la crisi dei consumi occorre accelerare questo ragionamento e offrire sostegno concreto agli operatori in difficoltà».
L'emendamento prevede innanzitutto la messa in rete delle 136 strutture capitoline, sotto un unico marchio e la costituzione di un'unica società di gestione. «In questo modo un'unica rete mercatale può essere davvero competitiva nella piccola, media e grande distribuzione. Da parte della Regione ci sarà il riconoscimento come quarto canale distributivo - spiega la Valentini - questo significa dare forza alle strutture che non agirebbero più singolarmente. Pensiamo ad esempio agli acquisti mirati presso il Car compiuti dall'unica società. Si avrebbe tipicità, freschezza, qualità e un notevole abbattimento dei costi e dunque calmierare i prezzi per il consumatore».
La società prevede la partecipazione del Comune di Roma e della Regione. «L'idea è quella di una partecipazione mista, il Comune di Roma metterebbe nella società la parte patrimoniale, la Regione, invece, i finanziamenti tramite l'istituzione di un fondo specifico per i mercati rionali - continua l'assessore - ovviamente tutto questo sarà oggetto di confronto con i sindacati e stiamo studiando il ruolo dei presidenti dei mercati rionali che dovranno essere protagonisti di questa svolta e avere quindi peso nella futura società». Con il Campidoglio ci sono già stati dei contatti, mentre iniziano ad arrivare i primi consensi da parte degli operatori, come l'Unione provinciale dei venditori al dettaglio (Upvad), aderente a Confcommercio Roma.
Il progetto della società unica porterebe poi a una riorganizzazione dell'intera rete. «Occorre ridisegnare la grande distribuzione - spiega ancora l'assessore Valentini alla platea - e dar vita a una programmazione della piccola e media distribuzione in funzione dei cambiamenti della Capitale. Ci sono nuovi quartieri che magari non hanno un mercato e vecchi quartieri che si sono via via trasformati e dove il mercato non è più funzionale alle esigenze di quella particolare zona e così gli operatori entrano in forte difficoltà economica. Ecco, si può allora pensare di sostenere concretamente questi operatori spostandoli in mercati strategici, attraverso una visione d'insieme che può avere soltanto un gestore unico. La crisi degli operatori e dei consumi non si può più affrontare pensando a ogni singola struttura».
L'emendamento, inserito nella legge 33 di prossima discussione, verrà poi attuato attraverso un tavolo di confronto con le forze politiche, sindacali e tra istituzioni interessate.
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27/10/2008