È questione di ore, forse di un paio di giorni, ma i riflettori stanno per accendersi sulla Romeo Gestioni e sull'appaltone che ha dato in affidamento circa 800 chilometri di strade capitoline. La direzione è quella della revoca del contratto che lascia praticamente l'intera gestione della viabilità alla società per nove anni e per un importo di circa 700 milioni di euro. Di questi, è bene ricordare, cento milioni vanno per una «centrale di governo», ovvero consulenze esterne per progetti. Ma, soprattutto, sembrerebbe che al bando P100/2007 indetto dalla Provincia di Napoli per l'affidamento del Global service per la manutenzione stradale, la Romeo sarebbe stata esclusa per mancanza di requisiti. Una circostanza confermata da una sentenza del Tar. Questo, e altro, è il contenuto del dossier presentato ieri in commissione Lavori pubblici, dal presidente e dal responsabile dei rapporti istituzionali del Sindacato imprese appaltatrici lavori pubblici, aderente a Confcommercio, Alessandro Galeazzi e Fabio Sabbatani Schiuma. Nove pagine in cui si riassume la complessa e oscura vicenda della gara d'appalto e in cui «chiediamo al sindaco Alemanno di rescindere il contratto soprattutto dopo che l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha parlato di non conformità della concessione - spiega Schiuma - Del resto il sindaco, in virtù dei poteri speciali conferitigli può rescindere il contratto senza incorrere in penali». Del resto, le penali finora sono state inflitte proprio al consorzio che gestisce il maxiappalto per un ammontare che sfiora un milione di euro per inadempimenti e ritardi. Una scelta, quella dell'ex giunta Veltroni, che è stata sempre contestata dall'attuale maggioranza, allora opposizione e che, oltre ad esautorare di fatto il Comune da molte delle proprie funzioni, ha comportato ingenti danni all'economia cittadina. Quello dei lavori pubblici è da sempre un settore vitale della piccola e media imprenditoria romana che, d'un colpo, si è vista tagliata fuori. Tuttavia, dopo quasi tre anni di battaglie tecniche e legali e che ha visto aggiudicare il maxi appalto il 30 novembre 2007, nonostante diffide e verifiche in corso e la convenzione definitiva ancora firmata dal Comune, il maxi appaltone sta per diventare un ricordo. Un brutto ricordo per i cittadini che non hanno beneficiato di un miglioramento dello stato delle strade, per gli innumerevoli cantieri partiti male e in ritardo, per le casse capitoline che si sarebbero ritrovate con cento milioni di euro in meno all'anno per pagare funzioni tecniche da sempre svolte dagli uffici comunali, per le centinaia di piccole e medie imprese che potranno finalmente tornare a lavorare.
La revoca dell'appaltone è già sul tavolo del sindaco e potrebbe essere oggetto di discussione e di esame della giunta già nella seduta di domani.
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28/10/2008