Ultime notizie Roma
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI GOSSIP VIAGGI MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO FINANZA

Protesta Il 31 dicembre scade il contratto dei dipendenti degli sportelli «Informagiovani» Per solidarietà non hanno aperto le biglietterie dell'Ara Pacis e Palazzo Braschi

Zètema in sciopero, musei chiusi

Susanna Novelli
s.novelli@iltempo
Biglietterie chiuse ieri in sette Musei capitolini. A rimanere con le porte serrate l'Ara Pacis, il museo Baracco, Palazzo Braschi, Museo Intrastevere, Villa Torlonia, Museo Montemartini e il Museo Canonica all'interno di Villa Borghese.

Ingresso gratuito invece ai Musei capitolini, dove piuttosto di far tornare indietro centinaia di turisti si è preferito rinunciare all'incasso giornaliero. Chiusi anche i punti di informazione turistica di via Nazionale, Santa Maria Maggiore, viale Trastevere, Ostia e Ciampino. Il servizio 060608 ha invece funzionato a regime ridotto. Ad incrociare le braccia sono stati i dipendenti Zètema, la società capitolina che gestisce musei e biblioteche, con il sostegno di Cgil, Cisl e Uil. Nel particolare la protesta di ieri riguardava il contratto a termine, con scadenza il 31 dicembre, di 30 operatori dello sportello Informagiovani, presente nelle tre università capitoline e in alcune biblioteche. Gli addetti ai servizi di biglietteria, custodia, caffetteria, informazione, hanno scioperato per solidarietà con i colleghi. «E anche perché - spiega Donatella Onofri della Fp Cgil - la paura è che dietro alla mancata stabilizzazione degli addetti a Informagiovani ci sia un disegno più ampio. Ai 30 lavoratori che hanno il contratto in scadenza il 31 dicembre non è garantita la proroga, quando poi nel Dpef si prevede addirittura un ampliamento del servizio Informagiovani, un servizio, vorrei ricordare che richiede esperienza e capacità perché si tratta di indirizzare i giovani alla scuola o al lavoro. C'è poi un accordo siglato con l'ex giunta che prevede la stabilizzazione di questi lavoratori. Non vorremmo che la riorganizzazione delle aziende capitoline - conclude Onofri - significhi licenziare i dipendenti e mantenere invece i numerosi e costosi Consigli di amministrazione». Un primo incontro tra un responsabile dell'assessorato alle Politiche giovanili con i sindacati si è svolto un paio di giorni fa. Il prossimo con l'assessore Laura Marsilio si svolgerà il 3 dicembre. Pochi i margini di intesa.
«Non risulta alcun impegno dell'ex giunta - commenta la Marsilio - ad assumere o a rinnovare il contratto di questi lavoratori. Anzi, il primo accordo che prevedeva l'assunzione è stato poi ritrattato dieci giorni dopo con il contratto a termine. È nostra intenzione rilanciare e anche estendere l'Informagiovani ma occorre rivedere le norme che ne regolano il miglioramento e ne potenzino l'offerta. Per questo, prevediamo l'indizione di un bando pubblico per l'assegnazione del servizio, così come avviene nella maggior parte dei comuni italiani. Nulla esclude ai 30 lavoratori di Zètema di poter partecipare».
A confermare che non c'è alcuna stabilizzazione in vista è l'assessore al Personale, Enrico Cavallari. «Non si tratta di volontà ma di impossibilità. La legge non prevede l'assorbimento nell'organico del Comune di Roma per queste figure lavorative. Al Comune - ribadisce Cavallari - si entra per concorso e la stabilizzazione che stiamo avviando riguarda personale precario che ha comunque superato una selezione pubblica o quei cittadini che ne stanno aspettando di nuove. Assumere diversamente sarebbe oltre che illegale un'ingiustizia sociale».
La questione insomma si fa complessa. I sindacati non escludono infatti altre forme di protesta e il rischio è di vedere chiusi alcuni tra i più importanti musei della Capitale proprio sotto Natale, quando si spera in un incremento del turismo per alleviare una crisi economica già seria.

Vai alla homepage

22/11/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro