Gennaro del Prete, presidente della Cooperativa Pesca Romana di Fiumicino e consigliere nazionale delle Marinerie d'Italia, sta spingendo per realizzare una filiera corta per il pesce: «Gli scandali del pesce contraffatto delle scorse settimane hanno gettato discredito sui pescatori, causando dissapori tra chi produce e chi consuma. Il problema sono i troppi intermediari tra chi va in mare e le famiglie che portano a casa il prodotto. Ciò impedisce la tracciabilità del pesce. Noi, come Marinerie d'Italia, ci stiamo battendo per una scheda del pescato, uno strumento che consenta di conoscere data, tipo e luogo di provenienza del prodotto ittico. Una carta d'identità del pesce, insomma, per certificarne la provenienza garantendone la genuinità. Si parla spesso - continua Del Prete - di Doc per i prodotti agricoli, ma anche il pesce ha una provenienza geografica. Bisogna far conoscere il mondo della pesca, premiare la tipicità del Tirreno: si devono pensare attività didattiche che portino i bambini delle scuole a conoscere meglio il mare di Roma, una vera e propria cassaforte nutrizionale. Per quanto riguarda il commercio, poi, l'obiettivo è quello di far arrivare il pesce fresco ad un prezzo giusto per chi pesca e per chi acquista». Il pesce di Roma potrebbe caratterizzare anche le notti romane. «Nella Capitale - spiega David Bisceglia, proprietario dell'Heaven Disco e vicepresidente del sindacato italiano locali da ballo - va di moda il crudo giapponese. La nostra idea è portare il pesce del nostro mare nei principali locali da ballo di Roma». Intanto, Luca Romagnoli, europarlamentare e membro della Commissione Pesca al Parlamento Europeo, lancia un'idea: aprire, nei mercati rionali, punti vendita gestiti direttamente dai pescatori locali. «In questo modo - spiega il leader della Fiamma Tricolore - verrebbero abbattuti alcuni passaggi, così da contenere i costi nel segno di freschezza e genuinità. Si potrebbero poi studiare formule per la vendita agevolata ad anziani e famiglie numerose, dedicando loro un giorno a settimana di vendita al dettaglio. Sarebbe una buona operazione di marketing territoriale che avvantaggerebbe tutta la filiera produttiva». Romagnoli si sta impegnando anche a Bruxelles. «I pescatori - continua - mi hanno chiesto d'intervenire sul problema della grandezza delle maglie da pesca e sul Fondo Europeo Pesca. Organizzerò presto un incontro con i miei colleghi europei dove potranno presentare un loro progetto per salvaguardare il mare e migliorare la pesca. È nostro compito andare incontro ai pescatori italiani, ancora poco considerati rispetto a quelli del resto d'Europa».
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06/01/2009