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Chiuse le indagini preliminari

Pedofilia, la storia infinita di Rignano Flaminio

Dopo due anni di indagini il caso dei presunti abusi sessuali che sarebbero avvenuti fino al 2006 nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio ai danni di una ventina di bambini approda in un'aula di giustizia.

Perizia psichiatrica sui bimbi di Rignano Flaminio, dal Tg5 La Procura di Tivoli ha chiuso l'inchiesta sui presunti abusi sessuali subìti dai bimbi di Rignano Flaminio. Dopo più di due anni di accertamenti, arrivano gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari, atto che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. A rischiare il processo sarebbero però solo quattro indagati: per gli altri tre il pm Marco Mansi sarebbe pronto a chiedere l'archiviazione.

L'inchiesta sulla materna "Olga Rovere" inizia nel 2006, con una mamma che nota “strani comportamenti” nella figlia, la filma, si confida con altri genitori. Panico nella famiglie, altri video, denunce, indagini. Fino al 24 aprile dell'anno successivo, quando i carabinieri arrestano le maestre Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Un'altra insegnante, Assunta Pisani, è solo indagata. Le manette fanno rumore, ma il caso esplode davvero quando, dopo un paio di settimane, gli arrestati riguadagnano la libertà: il 10 maggio 2007 il Tribunale del riesame annulla gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolisce le ipotesi dell'accusa: «indizi insufficienti e anche contraddittori», scrivono i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema Corte aggiunge che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dagli adulti. “Interrogati con domande inducenti – osservano - i piccoli tendono a conformarsi alle aspettative dell'interlocutore".

Solo due giorni fa il colpo di scena nel caso. I carabinieri hanno individuato e passato al setaccio il cosiddetto "terzo sito" nel quale, secondo l'ipotesi di lavoro degli inquirenti, potrebbero essere avvenuti alcuni episodi di pedofilia. Si tratta di un casolare che si trova nella periferia di Rignano Flaminio. Si tratta di un casolare nelle campagne del paese vicino a Roma, cui sono risaliti gli agenti della polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Tivoli. In precedenza i carabinieri avevano perquisito e effettuato prelievi in una delle abitazioni delle maestre indagate e successivamente in un altro casolare.


Secondo quanto si è appreso, negli ambienti investigativi, dalla scoperta del secondo casolare e dagli ulteriori accertamenti disposti dalla procura, potrebbero essere emersi elementi in grado di dare nuova linfa all'inchiesta, dopo la sentenza del Tribunale del Riesame di Roma che, il 10 maggio 2007, aveva disposto la scarcerazione degli indagati per mancanza di indizi certi. La sentenza del Riesame fa da spartiacque nell'inchiesta, in quanto il quadro indiziario antecedente al maggio 2007 avrebbe portato all'archiviazione del caso. Se, come tutto lascia prevedere, ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio almeno nei confronti di alcuni dei sette indagati, dipenderà dagli sviluppi successivi delle indagini, tra i quali appunto l'individuazione del possibile luogo in cui sarebbero avvenute le violenze sessuali.


Tra i possibili destinatari delle richieste di archiviazione da parte del procuratore Luigi De Ficchy e del pm Marco Mansi ci sarebbe il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Anche la posizione della bidella Cristina Lunerti sembra piuttosto debole.  Della necessità di un processo per fare luce sul caso sono convinti i responsabili dell'Associazione genitori Rignano Flaminio (Agerif). «È certo - ha detto oggi - che alcuni alunni dell'asilo Olga Rovere hanno subìto traumi di natura sessuale. Lo hanno certificato molti psicologi, tra i quali quelli dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, cui si sono rivolti i genitori. La circostanza è stata confermata anche dai consulenti della procura di Tivoli. Quindi è indispensabile arrivare al dibattimento per stabilire chi e dove ha inflitto tali traumi ai bambini».

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08/01/2009










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