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La contaminazione è irreversibile, e il sottosuolo, come provano alcune relazioni delle aziende della zona, è ancora avvelenato. Cinquecento abitanti circa della Valle del Sacco convivranno dunque per sempre con un ospite sgradito, quel beta-esaclorocicloesano (beta-HCH) che hanno assorbito per anni vivendo a bordo fiume e mangiando prodotti alimentari locali.
D'ora in poi la loro vita sarà scandita da controlli periodici. Lo prevede il Programma di sorveglianza della Asl presentato ieri alla commissione regionale Sanità dal responsabile di Epidemiologia dell'Asl RmE Carlo Perucci. L'autore della relazione sull'inquinamento killer anticipata da «Il Tempo» ha illustrato il piano: potranno partecipare tutti i residenti (al 1/1/2005) a un chilometro di distanza dal Sacco nei Comuni di Colleferro, Segni, Gavignano, Sgurgola e Morolo. Nell'Asl RmG (e a Frosinone) nascerà uno sportello informativo e saranno organizzati incontri con i medici di base. Sempre presso la RmG sarà allestito un ambulatorio centralizzato dove effettuare i controlli e ricevere informazioni sul proprio stato.
L'«ospite sgradito», il b-HCH, era il sottoprodotto della produzione di un insetticida, il Lindano, dichiarato fuorilegge dal 2001. E il sottosuolo ne è ancora pieno: lo testimoniano i recenti sondaggi condotti su richiesta del Commissario per l'emergenza da alcune aziende sui loro terreni, aziende, si intende, non coinvolte in alcun modo nella produzione del beta-HCH. La Italcementi, per esempio - si legge in una relazione di novembre 2008 - convive con una condotta sotterranea delle acque di scarico (mai usata dall'azienda) attorno alla quale, in un punto in particolare, la concentrazione di HCH nella falda (nelle varianti alfa, beta e gamma) è sorprendente, e cresce nel tempo. Il valore «normale» è inferiore a 0,005 microg/l. A novembre 2007 l'alfa-HCH è a 2,590, il beta a zero, il gamma-HCH a 1,590. A febbraio 2008 i tre valori salgono a 2,622 (alfa), 0,290 (beta) e 1,775 (gamma). Maggio 2008, leggero calo (forse dovuto alle piogge meno intense): 2,410 (alfa), 0,260 (beta), 2,050 (gamma). È a settembre scorso che i valori schizzano: ben 93,9 di alfa, 2,25 di beta e 47,1 di gamma.
E vengono trovate tracce molto significative di HCH anche in carotaggi circostanti, segno apparente che la contaminazione si sta allargando. Le acque di falda sotto la Alstom Ferroviaria, invece sono «pulite» in quanto a HCH, ma presentano concentrazioni molto rilevanti di ferro, manganese e solfati in più di un punto di carotaggio. Ma in questo momento il principale accusato è lui, l'esaclorocicloesano. «Ormai è entrato nel ciclo alimentare - ha spiegato ieri Perucci in Regione - e non viene metabolizzato dal corpo». Chi l'ha assorbito, insomma, non può espellerlo, se non «mediante allattamento, mettendo così però a rischio i bambini». Perucci ha condotto test su 246 persone e presto ne saranno visitate altre 700, grazie a 500 mila euro dalla Regione: circa il 55% dei casi dovrebbe essere contaminato. I rischi? «La letteratura scientifica - ha spiegato Perocci - lega la sostanza a disturbi neurologici, della tiroide e del fegato, al diabete e ad alcune forme di tumore». «In passato avevo lanciato l'allarme - ha affermato il capogruppo e coordinatore regionale Pdl Alfredo Pallone, presente in Commissione - Mi è stato risposto che non c'era nulla di cui preoccuparsi.
Cosa sta facendo il commissario straordinario nominato dalla Regione?» ha chiesto Pallone, che ha rilanciato la sua idea di un «distretto energetico no-food» nell'area e ha proposto «l'esenzione totale dal ticket per tutti coloro ai quali sono state già riscontrate queste patologie». Il presidente della Commissione Luigi Canali ha chiesto più controlli, un fondo di indennizzo e una riunione allargata alla commissione Ambiente con il commissario straordinario. E mentre l'assessore provinciale all'Ambiente Civita chiede un tavolo con il commissario e la Provincia di Frosinone e il parlamentare Pdl Iannarilli ha annunciato due interpellanze urgenti al Governo il capogruppo regionale Prc Peduzzi si chiede «cosa abbia fatto la Regione fino adesso: i dati risalgono al febbraio 2006». «Fino a oggi - la replica - sono stati assegnati 35 milioni per la riqualificazione, in gran parte già erogati».
Gabriele Santoro
14/01/2009